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Il direttore del centro ebraico a Gerusalemme: “È una vergogna per l’Italia che una sopravvissuta alla Shoah sia attaccata così”

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 7 Nov. 2019 alle 18:45 Aggiornato il 7 Nov. 2019 alle 19:39
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Credits: Ansa

Il direttore del centro ebraico a Gerusalemme commenta gli insulti a Liliana Segre

“È una vergogna per l’Italia che una sopravvissuta alla Shoah di 89 anni sia attaccata in questo modo su internet”: questo il commento di Efraim Zuroff, direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, sugli insulti quotidiani rivolti dai social a Liliana Segre. “È responsabilità del governo fare pressione perché ciò finisca. Ma il problema non sta tanto nell’Italia, quanto nelle reti sociali che dischiudono un diluvio di attacchi personali”, ha aggiunto.

Liliana Segre secondo il calcolo effettuato dall’Osservatorio antisemitismo riceve infatti circa 200 messaggi al giorno che incitano all’odio razziale. Un numero impressionante che è stato denunciato da La Repubblica il 25 ottobre. Il 5 novembre è apparso uno striscione di Forza Nuova di fronte alla sede del Municipio 6 di Milano, nei pressi del teatro di via Fezzan, dove era attesa per una conferenza anche la senatrice a vita.

Il giorno successivo è arrivata la decisione del prefetto di Milano di affidare a Liliana Segre la scorta e a garantire la misura di protezione saranno i carabinieri del Comando provinciale di Milano.

Anche l’ambasciatore d’Israele in Italia Dror Eydar ha espresso su Twitter il suo “sgomento” per la notizia della scorta a Liliana Segre: “A lei va la nostra solidarietà e il ringraziamento per l’impegno contro l’odio razziale. Una sopravvissuta di 89 anni sotto scorta simboleggia il pericolo che corrono le comunità ebraiche ancora oggi in Europa”.