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La Stampa si scusa con Giorgia Meloni per una frase offensiva su sua figlia

"Espressione infelice sulla sua maternità, scuse al compagno e alla figlia", scrive l'autore dell'articolo

Di Anna Ditta
Pubblicato il 8 Feb. 2021 alle 12:56 Aggiornato il 8 Feb. 2021 alle 12:58
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Immagine di copertina

Un articolo pubblicato su La Stampa e dedicato alla scelta di Fratelli d’Italia di non sostenere la nascita del governo Draghi ha provocato ieri forti polemiche per un’espressione utilizzata a proposito della maternità di Giorgia Meloni, leader di FdI, tanto da spingere l’autore del pezzo, il giornalista Alberto Mattioli, a riconoscere l’errore e chiedere scusa.

Nel lungo articolo, intitolato “Meloni, la lotta e non il governo. La sovranista del gran rifiuto“, si legge che la leader di FdI vivrebbe “sensi di colpa perché la politica la tiene lontana dalla figlia (…) prodotta con la collaborazione del compagno”.

A denunciare l’offesa erano stati diversi esponenti di FdI, ma non solo. “Oggi su La Stampa Giorgia Meloni  viene ridicolizzata come politica, come donna e come madre”, aveva scritto Rossella Muroni (Leu), vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera. “Un giornalismo piccolo piccolo specchio di un Paese maschilista che non sopporta le donne che hanno potere e decidono di esercitarlo”.

Giorgia Meloni, le scuse di Alberto Mattioli (La Stampa)

“Ho commesso un errore professionale. È molto amaro ammetterlo ma è doveroso farlo e scusarsi”, ha scritto ieri Mattioli su La Stampa. “Nell’articolo su Giorgia Meloni pubblicato oggi sulla Stampa ho usato un’espressione infelice sulla sua maternità che, nel contesto in cui era inserita, poteva far pensare che Meloni avesse deciso di avere una figlia per la costruzione della sua immagine pubblica”.

“Questa mattina ho scritto alla cortesissima portavoce di Meloni per scusarmi”, prosegue il giornalista, che parla di un errore “grave” ma commesso in “buonafede”, sottolineando che non avesse “alcuna intenzione di offendere”. Mattioli sottolinea che “Purtroppo una battuta (del tutto inappropriata) poteva essere mal interpretata e lo è stata, nell’ambito di un pezzo che non era affatto pregiudizialmente ostile a Meloni. Ne sono seguite delle proteste legittime e una marea di insulti molto pesanti su tutti i social. Faccio questo mestiere, bene o male non sta a me dirlo, da 34 anni ed è la prima volta che mi capita una cosa del genere”.

Il giornalista riconosce che “le parole sono i miei ferri del mestiere e se si usano a sproposito è giusto riconoscerlo. Il direttore Massimo Giannini si è scusato a nome del giornale. Io l’ho già fatto privatamente con Giorgia Meloni e lo ripeto pubblicamente qui con chiunque si sia sentito offeso, a partire ovviamente dal compagno e dalla figlia di Meloni”.

Il direttore de La Stampa, Massimo Giannini, aveva porto le sue scuse a Giorgia Meloni: “In un pur ottimo articolo su Meloni e sul no al governo Draghi, oggi su La Stampa il nostro Alberto Mattioli usa parole inappropriate in un passaggio su sua figlia Ginevra. Ce ne scusiamo con la leader di Fdi. Non è il nostro stile”.

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