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La Russa: “Meloni non è la classica donna che ha bisogno di un uomo per emergere”

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Ignazio La Russa ha sfoderato l’ennesima dichiarazione che farà discutere. Dopo il falso storico sulla strage delle Fosse Ardeatine, dopo i ripetuti rifiuti di condannare il fascismo, dopo le frasi sul presunto stupro commesso da suo figlio l’estate scorsa, dopo aver detto che preferirebbe avere un figlio milanista che gay, questa volta il presidente del Senato è inciampato sulla figura di Giorgia Meloni.

La premier “non ha avuto bisogno di Pigmalioni. Non è la classica donna che ha avuto bisogno di un uomo per emergere. Non ha avuto bisogno di aiuto”, ha affermato il presidente del Senato intervistato da Nunzia De Girolamo durante l’ultima puntata di Avanti Popolo, su Rai Tre. Una frase che rivela una concezione della donna tendenzialmente subalterna all’uomo.

“Il mio unico merito è stato quello di non aver mai pensato di Giorgia Meloni, ‘è brava ma è solo una ragazza’, il resto lo ha fatto tutto lei”, ha aggiunto il presidente del Senato.

Parlando dell’ascesa di Fratelli d’Italia, che dal 4% in pochi anni è arrivata a sfiorare il 30% di consenso, La Russa ha osservato: “Forse saremmo comunque riusciti ad arrivare a una percentuale discreta, ma a questi livelli, se non ci fosse stata Giorgia Meloni, non ci saremmo riusciti, devo ammetterlo”.

Durante l’intervista con De Girolamo (sua ex collega di partito ai tempi del Pdl), il presidente del Senato ha anche detto la sua sulla possibile candidatura di Meloni alle elezioni europee di giugno: “Secondo me fa bene a scegliere all’ultimo. Io glielo’ho detto. Perché devi decidere oggi? Quando mancherà un mese e mezzo dal voto, a quel punto tirerà le somme e si vede”.

“Non le ho dato il consiglio di aspettare fino all’ultimo, le ho detto che fa bene ad aspettare”, ha precisato La Russa. “Dopodiché, se si dovesse candidare, sarebbe nella norma, nella regola. L’unico dubbio, perché me ne ha parlato, è se la candidatura togliesse tempo al governo. Ci sta pensando”.

LEGGI ANCHE: La Russa cita in Senato un cantautore postfascista per ricordare Gigi Riva

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