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“Lo Stato italiano chiede l’Iva anche per la ricerca scientifica”: l’appello di Telethon e AIRC al governo

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Una proposta presentata da Riccardo Magi punta a eliminare l'Iva sull'acquisto di reagenti e macchinari per la ricerca biotecnologica e biomedica pubblica o senza fini di lucro. Le parole del parlamentare di Più Europa a TPI

“Lo Stato italiano chiede l’Iva anche per la ricerca scientifica”: l’appello di Telethon e AIRC al governo

Non solo la limitazione dell’Iva sugli assorbenti igienici. Dal parlamento arriva anche una proposta diversa, sostenuta da importanti enti per la ricerca scientifica, inclusa quella contro il cancro: quella di eliminare l’Iva sull’acquisto di reagenti e macchinari per la ricerca biotecnologica e biomedica pubblica o senza fini di lucro.

Attualmente infatti lo Stato richiede l’applicazione del 22 per cento di Iva sulla compravendita di prodotti per la ricerca scientifica, anche per gli acquisti effettuati nell’ambito della ricerca finanziata con fondi pubblici da centri senza finalità di lucro, che per loro stessa natura non possono usufruire delle detrazioni sugli acquisti, di fatto depotenziando il finanziamento stesso che lo Stato eroga.

La proposta è contenuta in un emendamento al decreto fiscale presentato da Riccardo Magi, deputato di Più Europa, che a TPI parla di “una grande occasione rispetto a legge di bilancio in cui non c’è molto rispetto alla ricerca”.

“Si tratta di un emendamento che avrebbe un impatto limitato sul bilancio dello Stato, ma influirebbe in modo importante sulla ricerca, perché libererebbe tra i 100 e i 150 milioni euro l’anno”, sottolinea il deputato di Più Europa. “Spero che il provvedimento veda l’adesione da parte di tutte le forze politiche e anche da parte del governo”.

“La limitazione dell’Iva su prodotti come assorbenti e preservativi è sicuramente importante, ma in questo caso diventa ancora più importante perché libererebbe risorse che sarebbero investite sulla ricerca, con conseguenze notevoli sulla competitività del nostro paese e sulla salute dei cittadini”, aggiunge.

L’esenzione dall’Iva su questa tipologia di forniture è già realtà in altri paesi, come l’Inghilterra e la Svezia. In Germania sono esentati gli istituti di ricerca federali, mentre in Spagna è previsto un meccanismo che restituisce a fine anno l’imposta versata. In Svizzera l’imposta è pari a solo il 7 per cento (contro il 22 per cento italiano).

La proposta di Più Europa è sostenuta da Alleanza Contro il Cancro, insieme ai rappresentanti delle altre Reti (Neurologica e Cardiologica), AIRC e Telethon, hanno sottoscritto congiuntamente un appello al Governo a supporto dell’iniziativa.

“Come emerge dalla relazione del CNR sulla ricerca e l’innovazione in Italia 2019, sebbene gli investimenti in ricerca e sviluppo tra il 2000 e il 2016 siano cresciuti dall’1 all’1,4 per cento del PIL, gli stanziamenti pubblici in per la ricerca nello stesso periodo sono diminuiti dall’1,4 per cento all’1 per cento della spesa pubblica”, si legge nel testo dell’appello. “L’Italia infatti resta agli ultimi tra i Paesi industrializzati per gli investimenti in ricerca. Basta pensare che la spesa media per la ricerca in Europa è di circa il 2 per cento del PIL. Nonostante i pochi fondi, dal 2000 al 2016 il contributo italiano alle pubblicazioni scientifiche è passato dal 3,2 per cento al 4 per cento della quota mondiale, raggiungendo la Francia. Un risultato ancora più apprezzabile se si pensa che i Paesi occidentali hanno visto la propria quota ridursi, con l’imporsi di Paesi emergenti, primo tra tutti la Cina”.

“Nella legge di bilancio per il 2020, che ha iniziato il suo iter in Senato, c’è poco oltre all’istituzione dell’Agenzia Nazionale per la Ricerca, un’iniziativa che non si vede come possa avere un effetto di rilancio senza che vi siano dei finanziamenti adeguati per sostenere la ricerca e l’innovazione scientifica del nostro Paese”, prosegue il testo.

“Per questo facciamo appello al Governo, affinché approvi una norma dall’impatto limitato sul bilancio dello Stato che però libererebbe importanti risorse per la ricerca scientifica: l’esenzione dall’IVA sulle forniture di reagenti e apparecchiature per la ricerca effettuata senza finalità di lucro, a partire dal settore biomedico”.

Qui il testo completo dell’appello.

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