Cosa c’è dietro l’“IMPS”, il falso sito su cui 500mila hanno provato a prenotare il reddito di cittadinanza

Di Alessandro Armellini Morosini
Pubblicato il 17 Dic. 2018 alle 12:50 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:09
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Immagine di copertina
Il sito Imps e Luigi Di Maio

Sul sito fake del reddito di cittadinanza ci sarebbero state 500mila registrazioni. Mezzo milione di persone avrebbe “abboccato” al sito satirico in cui si “prenota” il proprio reddito di cittadinanza tramite un form. In realtà, come spiegano gli ideatori del sito Redditodicittadinanza2018.it, i numeri sarebbero falsati: a marzo ci sarebbero state circa 300mila iscrizioni, poi non il sito non è stato più monitorato.

La pagina web è nata in realtà nel marzo 2018, quando la società di comunicazione Ars Digitalia si era resa conto della portata del dibattito sul cavallo di battaglia della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle: il reddito di cittadinanza.

La poca chiarezza su tempi e modi per ottenere il famoso contributo statale è servita da spunto per Ars Digitalia, che ha creato un sito per mettere al centro il tema caldo della sicurezza informatica e dell’acquisizione dei dati personali. 

Il sito Redditodicittadinanza2018.it sbeffeggia palesemente l’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) e ironizza sull’agognato reddito di cittadinanza. Si tratta di un’iniziativa satirica e provocatoria che arriva dopo le bufale circolate online e le polemiche sulle notizie dei Caf presi d’assalto nel sud Italia. 

Ars Digitalia, tramite il proprio blog, ha spiegato il motivo di questa iniziativa. Secondo la società “la sicurezza informatica passa anche per l’informazione e la disinformazione”. 

Troppo spesso ci si fida di siti internet solo grazie alla presenza dell https o del “lucchetto verde”, quando invece bisogna soprattutto controllare la fonte prima di inviare moduli con i dati personali. 

L’intento è quello di utilizzare la satira come mezzo di educazione. Inoltre, i creatori del sito Internet IMPS (Istituto mondiale provvidenza solare) credono che “non c’è nulla da ridere sulle persone che stanno chiedendo aiuto subito dopo le elezioni, potreste aver vinto sui loro reali bisogni e noi riteniamo opportuno per questo motivo educarli”. 

Come funziona il sito? 

Aprendo il sito appare un form dove inserire i propri dati per richiedere il reddito di cittadinanza. Ma dopo aver compilato tutti gli spazi compare un avviso di errore nella scrittura. Anche quando un modulo online ha un aspetto perlomeno realistico bisogna prestare comunque molta attenzione e verificare che non sia un falso. 

Inizialmente il sito permette di compilare un primo modulo per ricevere il reddito di cittadinanza maggiorato. Secondariamente, agli utenti viene chiesto di inserire dei dati che al primo tentativo non erano stati immessi correttamente, cercando di rendere impossibile la richiesta. 

I dati inseriti dove finisco? 

Ars Digitalia spiega infine come tutti i dati personali non vengono salvati senza autorizzazione degli user, anche perché il pulsante di “invio” delle informazioni si sposta e non permette di inoltrare alcun dato. Proprio per questo, infatti, l’azienda non è in grado di sapere quante persone abbiano effettuato la registrazione al sito.

Dall’azienda hanno risposto a Fanpage spiegando che “il sito ha avuto poco più di 700mila visualizzazioni e il dato indica sostanzialmente gli accessi al portale“. Inoltre non si ha certezza alcuna che gli utenti si siano registrati perché convinti di ottenere il reddito di cittadinanza. Anzi, sempre secondo Ars Digitalia, la maggior parte delle persone che si è registrato lo ha fatto consapevole di trovarsi di fronte a un sito satirico, per curiosità.

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