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L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base aerea di Sigonella per alcuni aerei diretti in Medio Oriente

Immagine di copertina
Credit: Cristiano Minichiello / AGF

La decisione è stata presa dal ministro della Difesa Guido Crosetto: il piano di volo era stato comunicato a decollo già avvenuto e senza autorizzazione

L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base aerea di Sigonella per l’atterraggio di alcuni aerei statunitensi diretti in Medio Oriente, presumibilmente per contribuire alle operazioni militari in corso nel quadro della guerra all’Iran. Un fermo diniego che riporta alla memoria la più grave crisi diplomatica interna alla Nato degli anni Ottanta.
L’episodio, secondo quanto riportato da Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, risale “a qualche sera fa”, quando il ministro della Difesa Guido Crosetto, avvisato dal Capo di Stato Maggiore Luciano Portolano, ha vietato l’atterraggio al gruppo aereo statunitense. Solo allora infatti il Governo aveva appreso del piano di volo di alcuni aerei Usa, che non avevano chiesto alcuna autorizzazione né consultato i vertici militari italiani. L’Aeronautica aveva intanto accertato che non si trattava di voli normali o logistici, che dunque non erano compresi nel trattato tra Italia e Usa. Un “no” che riaccende i riflettori sui delicati protocolli di collaborazione militare tra Roma e Washington.
La dinamica dei fatti, secondo Sarzanini, si è sviluppata in tempi strettissimi, cogliendo di sorpresa le nostre autorità. Secondo quanto ricostruito dal Corriere, lo Stato Maggiore dell’Aeronautica ha informato il generale Portolano di un piano di volo statunitense che prevedeva uno scalo tecnico nella base siciliana. Ma il piano è stato comunicato solo quando gli aerei erano già in volo. Informato da Portolano, il ministro Crosetto ha preso una decisione drastica, coerentemente con l’impegno assunto in precedenza alle Camere di sottoporre al Parlamento ogni operazione militare non esplicitamente prevista dagli accordi con gli Usa.
Un braccio di ferro istituzionale e militare che inevitabilmente evoca il fantasma della celebre “notte di Sigonella” del 1985, quando il governo italiano, allora guidato da Bettino Craxi, si oppose fermamente alle pretese degli Stati Uniti di Ronald Reagan. Quello fu il più grave confronto armato tra due Paesi alleati della Nato, in disaccordo sulla sorte dei terroristi responsabili del dirottamento della nave da crociera Achille Lauro e dell’omicidio del cittadino statunitense di religione ebraica Leon Klinghoffer.

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