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Home » Politica

La Gen Z travolge Meloni: due under 30 su tre sono andati a votare al referendum trainando la vittoria del No

Immagine di copertina
Credit: AGF

Spesso descritti come apatici e disinteressati alla politica, i giovani chiedono di essere ascoltati e non ignorati come fa questo governo

Non li hanno visti arrivare, per usare un’espressione cara sia a Giorgia Meloni che a Elly Schlein: sono i giovani della cosiddetta Generazione Z, il cui apporto al voto sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si è rivelato decisivo, spiazzando non solo il governo ma anche opinionisti e sondaggisti. Secondo un’analisi di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, infatti, 
gli under 30 registrano il livello più alto di partecipazione alla consultazione referendaria, 
la cui affluenza generale si è fermata al 58,93%.

A recarsi alle urne, infatti, è stato il 67% dei giovani tra i 18 e i 28 anni, con il No che ha raccolto il 58,5% per il No. Una percentuale, quella per il No, che sale addirittura al 61,1% nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni. Descritti spesso come apatici o disinteressati alla politica, i giovani, in realtà, hanno dimostrato dimostrato attenzione e impegno sui temi fondamentali della vita democratica. Ne è la prova le diverse manifestazioni contro la guerra dei mesi scorsi, oltre che per l’appunto l’affluenza al referendum. Semmai è l’esatto contrario: chiedono di essere ascoltati anziché ignorati come spesso accade da parte del governo Meloni.

«Grazie al voto compatto dei giovani il No ha vinto con un margine così ampio. Questo segmento si è sentito mobilitato dal tema costituzionale e ha risposto compatto» conferma a Open Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli. «Mi pare chiaro che il mondo del centro-sinistra abbia individuato nei giovani uno dei possibili target da coinvolgere e non a caso Elly Schlein ha citato i fuorisede nel suo discorso. Ma attenzione – spiega ancora Gigliuto – Se è riuscito a mobilitarli su un tema ampio come un referendum costituzionale, non è detto che lo stesso successo si possa ripetere alle elezioni politiche, dove le dinamiche 
di partecipazione sono completamente diverse».

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