Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

“Circolare sull’esercito? I soldati devono essere pronti, è il contesto attuale a richiederlo”. Guerini risponde alle polemiche

Immagine di copertina

Dopo le polemiche sulla circolare dello Sato Maggiore circolata il 9 marzo, in un’intervista al Corriere della Sera il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha risposto alle domande sull’aumento delle spese militari e sull’impegno dell’Italia in guerra. È stato proprio Guerini infatti, a chiedere l’aumento delle spese militari al 2% del Pil votato l’altroieri alla Camera e approvato a larga maggioranza, con 391 voti favorevoli su un totale di 421 presenti.

“Delle Forze armate moderne e efficienti rappresentano una garanzia per i cittadini in primis,” spiega il ministro. “E il contesto attuale lo richiede ancora di più. Il Paese deve poter contare su uno strumento militare capace di difenderlo da tutte le forme di rischi e la Camera ha deciso di incentivare in tempi rapidi il conseguimento di questo obiettivo.”

“L’Italia è un Paese importante dell’Alleanza e su assume le sue responsabilità,” prosegue Guerini, sottolineando che in Lettonia siamo presenti con 250 unità, in Romania conduciamo attività di sorveglianza degli spazi aerei atlantici con 8 Eurofighter e prosegue il nostro impegno navale anche nel Mediterraneo orientale.”

“Siamo disponibili a rafforzare le misure di rassicurazione dei paesi più esposti sul fianco sud-est. Per questo ho intensificato le interlocuzioni con l’Ungheria, dove parteciperemo a esercitazioni congiunte.” Queste, secondo Guerini, le misure necessarie per contribuire al rafforzamento della deterrenza in conseguenza delle scelte di Putin. “La Nato è un’alleanza difensiva, non una minaccia. Chi racconta il contrario dice una bugia,” ha tenuto a precisare il ministro.

Per il capo della Difesa la no-fly zone non è la soluzione al problema in quanto “allargherebbe drammaticamente il conflitto” mentre la soluzione starebbe nel percorso già avviato: pesanti sanzioni alla Russia e sostegno materiale, anche con l’invio di armamenti, all’Ucraina, per costringere Putin a negoziare.

“Putin credeva in un’Alleanza debole ma ha sbagliato i suoi calcoli e una vittoria strategica ora per lui non è più possibile,” spiega Guerini. “Continueremo a stare accanto al popolo ucraino. L’Occidente sta aiutando l’Ucraina nella difesa della sua sovranità e nella resistenza all’invasione. E continuerà a farlo”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Il sociologo vicino a Orbán tra le tracce della maturità
Politica / Mattarella contro le big tech: “Pochissimi privati travolgono ogni regola, l’Ue agisca”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Il sociologo vicino a Orbán tra le tracce della maturità
Politica / Mattarella contro le big tech: “Pochissimi privati travolgono ogni regola, l’Ue agisca”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Politica / Difesa comune Ue, lo studio che sfida il riarmo: “Spendiamo già come una superpotenza, ma male”
Politica / Europa: quale Difesa? Archivio Disarmo presenta un nuovo rapporto su come superare la logica del riarmo
Opinioni / La Repubblica italiana va difesa da chi vuole i pieni poteri
Politica / Morto Gianni Mattioli, politico tra i padri dell’ecologismo in Italia
Politica / Mattarella per gli 80 anni della Repubblica: "Il 2 giugno fu una svolta storica per nuovo patto civile”
Politica / La nuova legge elettorale ai raggi X: Stabilicum vs Rosatellum
Politica / Flottila, Antonella Bundu a TPI: “Mi hanno messo le catene, rinchiusa in una gabbia e derisa. Ma ai palestinesi accade da decenni”