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Nasce il governo giallorosso, Cirinnà a TPI: “Salvare l’Italia dall’estrema destra era necessità di vita. Ingoierò qualunque boccone amaro”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 4 Set. 2019 alle 16:22 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:57
Immagine di copertina

Governo M5S-Pd, Cirinnà: “Era vitale salvare l’Italia dall’estrema destra”

Oggi, mercoledì 4 settembre, è la giornata che ufficializza la nascita del nuovo esecutivo a tinte giallorosse. Dopo le ultime trattative tra le due forze politiche, la lista dei ministri è ormai definita. La senatrice Monica Cirinnà risponde alle domande di TPI sulla neonata alleanza:

Come vive e come vivrà questa alleanza con i Cinque Stelle?

Questa è l’unica alleanza possibile sui dati elettorali del 2013, quindi a oggi i numeri parlamentarli ci dicono che per non andare a elezioni, questa è l’unica strada.

Detto ciò, è evidente che per una come me con la mia storia politica e personale, salvare l’Italia dalla destra estrema è una necessità di vita assoluta e quindi sono pronta a ingoiare qualunque boccone amaro.

Non crede che ci saranno dei temi divisivi?

I Cinque Stelle dicono una cosa che a me non piace per niente: “noi non siamo né di destra, né di sinistra”. È evidente che loro sono andanti con il vento, il vento dominante era quello del centro-destra e della Lega, e si sono fatti trascinare. Adesso è stato presentato un programma con dei punti concordati e sarà su quello che ci si muoverà. Tutto questo livore dell’estrema destra e di chi ora è stato escluso dimostra che questo programma potrà dare una svolta all’Italia.

Una svolta per l’Italia.

Dico svolta non a caso perché prima, come dice Zingaretti, si era fatta un’inversione verso destra per cui è assolutamente necessario riposizionarsi al centro-sinistra per stare in linea con l’Europa.

Ragionando su quanto finora ha fatto il governo gialloverde, quali sono i temi sui quali bisogna ri-lavorare?

Il guaio più grosso in questo anno e mezzo è stata la diffusione dell’odio e di ogni tipo di discriminazione. Di un clima di insicurezza dettato dal fatto che ogni persona diversa è stata considerata un bersaglio. Quindi riappacificare questo Paese su situazioni che sono normali e devono rimanere normali.

Abbiamo assistito a un governo guidato da Salvini che ha speculato sulle paure degli italiani fomentandole, non dando nessuna risposta in termini di legalità e sicurezza.

Salvini ha detto: “Non era il mio il governo dell’odio, vedrete che sarà questo”.

Salvini straparla. Ha voluto fare il gradasso. E’ uno che faceva il vice re e adesso si ritrova a fare l’ultimo degli oppositori. L’ha presentata lui la mozione di sfiducia al senato. Ha perso la bussola.

L’altro tema è l’immagine dell’Italia nel mondo e in Europa. L’Italia non è un paese chiuso, con i porti chiusi. Non è un paese che sberleffa la Francia o la Germania. Deve riacquistare il suo ruolo centrale di settimo paese più industrializzato nel mondo. Ridare lo smalto di grande paese culla della civiltà che siamo sempre stati.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Non crede ci sia da rivedere anche decreto sicurezza bis?

Io sono d’accordo con quello che dice il capo dello stato. Ci sono delle cose da aggiustare e le aggiusteremo. L’Italia è stata per anni e anni la frontiera dell’Europa senza nessun aiuto. Bisogna assolutamente rinegoziare in Europa. È un problema globale.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Allo stato dei fatti però c’è ancora chi criminalizza un certa umanità.

Mentre parliamo c’è ancora Salvini al Viminale e sapremo come rimettere mano anche a questa questione. Che le ong siano diventate le nemiche del popolo italiano dovrà essere tolto dalla testa a chi la pensa così. Fa più comodo vedere le ong e non le decine e decine di barchini e barconi che arrivano comunque nel nostro paese.

Lei era in lizza per il ministero delle Pari Opportunità.

Ognuno può servire il paese con le proprie capacità. Penso comunque di essere una persona molto scomoda. Può darsi che in un governo di coalizione si cerchino persone meno divisive. So di avere un brutto carattere e porto avanti temi difficili con coraggio.

Anche in questa nuova formazione la presenza femminile ne risente. Come mai non si riesce mai a portare nomi sul tavolo?

È un problema culturale di questo paese. Succede sempre. Basta guardare i consigli di amministrazione delle grandi aziende pubbliche e private.

Questo però anche all’interno del Pd?

Finalmente con la segreteria di Zingaretti si è osservato il 50 e 50. Cominciamo noi a dare il buon esempio. Sono convinta che con la segreteria Zingaretti molte cose cambieranno. Devo dare atto che anche con Renzi al governo si era fatto un governo 50 e 50.

Ddl Pillon e Fontana. Ci sono ancora minacce?

Il ddl Pillon in questo momento resta comunque candidato in commissione e vedo che i leghisti non hanno nessuna intenzione di lasciare le presidenze. In commissione giustizia è vero che si potrà votare, e quindi accantonare il Ddl Pillon, ma intanto lui non ritirerà.

Quali sono le potenzialità di questo nuovo governo?

Spero che il governo duri almeno fino all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Se questo governo realizzerà il programma farà sicuramente delle cose buone. Penso soprattutto al punto 4 dell’uguaglianza delle persone. Già fare quello e abbattere le discriminazioni sarà un ottimo risultato.

Quale sarà l’atteggiamento del Pd?

Io credo che il più grande merito della segreteria Zingaretti sia quello di aver costruito una unità di intenti e di azioni facendolo passo dopo passo. L’unità non è una cosa astratta.

Della scelta di Calenda cosa pensa?

Non penso nulla. Ognuno risponde alla propria coscienza. Da capolista ha vinto un seggio importante con il Pd, risponde alla sua coscienza con il suo comportamento. Io non lo avrei fatto ma lui sì. Buona fortuna. Il Pd non è un autobus dal quale si scende e si sale. Siamo una grande comunità, si rispetta la comunità. Si è comportato in modo autoreferenziale.