Giorgia Meloni: “Non è vero che a Palazzo Chigi manca la carta igienica”
La presidenza del Consiglio fa sapere che i magazzini "sono regolarmente riforniti e dispongono di scorte ampie e sufficienti per mesi"
Giorgia Meloni smentisce la notizia secondo la quale a Palazzo Chigi mancherebbe la carta igienica a causa del blocco degli autotrasportatori. Il Fatto Quotidiano, infatti, aveva scritto: “Nel Sud manca tutto. A Chigi la carta igienica”. Nell’articolo si leggeva: “A Palazzo Chigi è scattato l’allarme: scarseggiano le salviette per asciugare le mani e pure la carta igienica. Il blocco dovuto alla protesta degli autotrasportatori ha provocato difficoltà anche alla ditta che ha l’appalto di fornitura della presidenza del Consiglio. Le consegne non stanno arrivando, perciò nella sede del governo ieri è scattato il passaparola sui wc sguarniti: ‘Portatevela da casa’”. Una notizia che ha fatto infuriare la presidenza del Consiglio. In una nota inviata alle agenzie, Palazzo Chigi l’ha bollata come “assolutamente falsa, priva di qualsiasi fondamento e ridicola”, sottolineando che i propri magazzini “sono regolarmente riforniti e dispongono di scorte ampie e sufficienti per mesi”.
Nella nota, la premier afferma: “Quanto riportato è l’ennesimo esempio di disinformazione strumentale diffusa ad arte. E ancora: “Si segnala, a riprova della totale assenza di verifica, che nessun giornalista de Il Fatto Quotidiano ha ritenuto di dover effettuare una telefonata all’ufficio stampa di Palazzo Chigi per verificare la notizia prima di pubblicarla. Nessuna telefonata è stata effettuata neppure alla società Romeo Gestioni, che si occupa delle forniture per le sedi istituzionali, che avrebbe potuto immediatamente smentire. Si invita pertanto la testata a fare corretta informazione e a verificare le fonti prima di diffondere notizie false che ledono l’immagine delle istituzioni”. Meloni, quindi, conclude: “Invitiamo quindi gli autori di questo capolavoro di disinformazione a venire questa mattina a Palazzo Chigi: potranno verificare personalmente le scorte nei magazzini e magari scoprire quanto sia ridicolo l’allarme che hanno lanciato”.