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Home » Politica

L’Italia protesta contro il carovita, il governo Meloni risponde con un nuovo decreto Sicurezza

Immagine di copertina
Credit: AGF

Approvato in Consiglio dei Ministri l'ottavo pacchetto in quattro anni

Mentre l’Italia protesta contro il carovita, il governo Meloni sceglie di concentrarsi sull’ennesimo decreto Sicurezza, l’ottavo pacchetto in quattro anni, approvato dal Consiglio dei ministri in risposta alle violenze avvenute a Milano nello scorso fine settimana. Ad annunciare le nuove norme è stata la stessa presidente del Consiglio, attraverso un video pubblicato 
sui social, nel quale ha attaccato le opposizioni parlando di scene “inaccettabili 
che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare”.

Il provvedimento introduce il nuovo reato di “partecipazione violenta a una manifestazione”, che prevede fino a 5 anni di carcere e 20mila euro di multa per chi, durante un corteo, prende parte ad azioni violente in gruppi di almeno cinque persone, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica. Le pene aumentano in presenza di aggravanti, come il volto coperto o il ferimento 
di persone. Il decreto estende inoltre il fermo preventivo fino a 24 ore anche ai minorenni 
tra i 14 e i 17 anni, in presenza delle condizioni previste dalla legge. Cambiano anche le regole sull’imputabilità dei minori e viene rafforzato il principio del “chi rompe paga”: i genitori potranno essere chiamati a rispondere economicamente dei danni provocati dai figli minorenni.

 

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Il nuovo decreto Sicurezza ha provocato anche un confronto tra il governo e il Quirinale. 
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha infatti espresso perplessità sull’ipotesi 
di attribuire poteri di polizia giudiziaria ai militari impiegati nell’ordine pubblico. La norma avrebbe consentito ai soldati, tra cui i 500 militari aggiuntivi destinati a Milano, di svolgere funzioni finora riservate alle forze di polizia. Dopo le interlocuzioni tra gli uffici del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi, la disposizione è stata eliminata dal testo approvato dal Consiglio dei ministri.

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