La gaffe di Conte sui congiunti che in pochi ricordano

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 27 Apr. 2020 alle 17:16
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La gaffe di Conte sui congiunti che in pochi ricordano

Ieri sera, domenica 26 aprile 2020, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato l’inizio della Fase 2 in seguito all’emergenza Coronavirus in Italia. Uno dei pochi motivi per cui saranno consentiti gli spostamenti riguarda le visite ai “congiunti”. Termine tecnico molto vago, che ha destato confusione e domande su chi siano veramente queste persone.

“Credo che vada chiarito bene che alcune indicazioni sono indicazioni. Ad esempio, incontrare ‘congiunti’ e ‘parenti’ sembra escludere i fidanzati: questo è un altro di quei particolarismi che io mi sarei evitato, mettiamola così”, a ribadirlo da Rai Radio1, a Un Giorno da Pecora, è Graziano Delrio. E il capogruppo Pd alla Camera entra nel dettaglio: a chi gli chiede se, quindi, avrebbe aperto anche ai fidanzati, Delrio dice: “Io si, assolutamente. A tutti quelli che hanno veri moti d’affetto”.

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E proprio Graziano Delrio e i “congiunti” sono due elementi che riconducono a un altro episodio della vita politica del premier Conte. Era il 2018 e Giuseppe Conte, nel suo intervento alla Camera durante la votazione della fiducia all’esecutivo, citava il fratello del presidente Sergio Mattarella assassinato dalla mafia, definendolo “un congiunto” del capo dello Stato.

“Voglio fare un ringraziamento a Sergio Mattarella. Una delle cose che più mi ha addolorato nei giorni scorsi è stato l’attacco sui social alla memoria di un suo congiunto e questa è una cosa che mi è dispiaciuta”. Con queste parole, il Presidente del Consiglio si rivolgeva all’Aula di Montecitorio disapprovando gli attacchi rivolti al Presidente della Repubblica.

Come non ricordare l’intervento piccato di Delrio che riprendeva il premier: “Piersanti, si chiamava Piersanti”, scandiva l’ex ministro dem tra la standing ovation dei deputati Pd. Le parole del premier furono criticate anche sui social, dove centinaia di utenti hanno polemizzato sulla mancanza di memoria storica e ricordato come il 6 gennaio del 1980 fosse stato proprio il presidente della Repubblica a soccorrere per primo il fratello ucciso dalla mafia.

Il ‘congiunto’ a cui si riferiva Conte è Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia barbaramente ucciso dalla mafia e spirato tra le braccia del fratello Sergio, il nostro presidente.

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