Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:38
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

Tre donne firmano una sentenza in Corte Costituzionale: è la prima volta nella storia

Immagine di copertina
La firma sulla sentenza n.150 depositata dalla Corte Costituzionale sul Jobs Act delle tre donne Marta Cartabia, Silvana Sciarra e Filomena Perrone.

Consulta, tre donne firmano una sentenza

Per la prima volta in 65 anni di vita della Corte Costituzionale tre donne hanno firmato una sentenza. Sono la presidente Marta Cartabia, la giudice relatrice Silvana Sciarra e la cancelliera Filomena Perrone. E la sentenza storica, tutta al femminile, è la numero 150 di quest’anno. La firma di tre donne in un atto della Consulta segna un ulteriore importante passo in avanti per l’affermazione delle donne nei più alti livelli della magistratura. Anche se è giusto ricordare che ad oggi tra i 15 giudici costituzionali ci sono solo tre donne, insieme a Cartabia e Sciarra anche Daria de Pretis.

Con la storica sentenza di oggi che porta la firma di tre donne, i giudici costituzionali hanno bocciato la norma contenuta nel Jobs Act che ancorava alla sola anzianità di servizio l’indennità di licenziamento illegittimo per vizi formali. La sentenza “femminile” arriva a un giorno di distanza dalla nomina epocale di Margherita Cassano, primo presidente aggiunto donna della Corte di Cassazione.

Ti potrebbe interessare
Opinioni / In questo mondo di bulli tocca ai cittadini salvare la democrazia (di M. Cappato)
Opinioni / Il Governo dei garantisti vara il fermo preventivo: basta il sospetto di un’azione futura per farlo scattare
Politica / Vannacci: “Non mi dimetto da eurodeputato. Io sleale? È Salvini il traditore”
Ti potrebbe interessare
Opinioni / In questo mondo di bulli tocca ai cittadini salvare la democrazia (di M. Cappato)
Opinioni / Il Governo dei garantisti vara il fermo preventivo: basta il sospetto di un’azione futura per farlo scattare
Politica / Vannacci: “Non mi dimetto da eurodeputato. Io sleale? È Salvini il traditore”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Politica / Vannacci, i giornali di destra ora lo attaccano: “Traditore”
Politica / Quando Vannacci diceva: "Mi accusano di usare la Lega come un taxi"
Politica / Il sondaggio sul partito di Vannacci che spaventa la destra di governo
Politica / Draghi rilancia gli Stati Uniti d’Europa. I Giovani Federalisti a TPI: “Prendiamo in mano il nostro destino"
Politica / “La riscossa europea parte dai cittadini”: a Parigi il Congresso di Eumans
Politica / Roberto Vannacci lascia la Lega e fonda Futuro Nazionale: “La mia destra è diversa”. Salvini: “Deluso e amareggiato”