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In Val di Susa stravince la Lega e lo spettro della Tav è sempre più concreto

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 27 Mag. 2019 alle 08:09 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:56
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Europee Val di Susa Lega

La Lega si prende la Val di Susa. Bardonecchia, Sauze di Cesana, Sauze d’Oulx e ancora Borgone, Cesana Torinese, Bussoleno e Susa scelgono Matteo Salvini. Il Carroccio schiaccia il Movimento 5 Stelle, che si attesta in pochi sparuti comuni della valle (a Bussoleno supera il 31 per cento, sul 27 della Lega e a Venaus il 45 per cento, sul 32 della Lega).

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I numeri parlano chiaro, chiarissimo. Nella maggior parte dei comuni la Lega supera di quasi dieci punti il Movimento 5 Stelle. La bandiera bianca dei No Tav si macchia di nero.

La grande opera più discussa d’Italia è sempre stata un nodo insoluto tra le due eterogenee forze di governo. Solo pochi giorni fa, alla vigilia delle elezioni, il vicepremier leghista aveva ribadito con forza il suo punto di vista: “Se vinciamo, la Tav si fa”. Un modo come un altro per alimentare lo scontro, ma anche per puntare la bandierina su una questione tanto spinosa quanto cruciale.

Europee Val di Susa Lega | Sicurezza e Tav

E l’ha rifatto anche stanotte, Matteo Salvini. A pochi minuti dai primi exit poll, quando la Lega continuava ad arrampicarsi e a sfondare il muro del 30 per cento, il suo leader scandiva bene le parole davanti agli italiani assonnati: “La gente sta dalla nostra parte e ora si fa come diciamo noi”.

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La Lega impone la sua agenda, dunque. Tra le priorità, subito dopo la sicurezza, Salvini nomina la Tav. È una delle prime preoccupazioni di Matteo Salvini, che ai microfoni nei minuti febbricitanti del post voto precisa che se la Lega si prende il Piemonte, la grande opera appesa da anni si farà.

“È chiaro che sarà un messaggio per la prosecuzione delle grandi opere. Abbiamo chiesto il voto per il Sì”, dice deciso il leader indiscusso dalla sua via Bellerio, da cui assicura che il governo proseguirà sulla sua strada, insieme ai 5 Stelle. Sì, ma le carte in tavola cambiano. E uno degli schiaffi più pesanti a un Movimento 5 Stelle che continua a scemare – fermandosi appena al 17 per cento – sarà proprio la costruzione della Tav.

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Per anni hanno fatto della bandiera bianca con la motrice nera schiacciata dalla X rossa una delle loro bandiere, i pentastellati. Inamovibili, hanno tenuto il punto. Dall’altra parte i sostenitori del “progresso” che prende la forma di un treno merci che sporca la Valle, per tanti. Non per tutti, però. Perché il voto del 26 maggio cancella quella X rossa e lo spettro del Tav diventa più concreto che mai.