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L’ex Ministra Trenta (M5S): “Offesa come donna dal video di Grillo, va contro i nostri valori”

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Video Grillo, Trenta (M5S): “Mi sento offesa come donna”

L’ex ministra della Difesa del M5S Elisabetta Trenta ha criticato il video diffuso da Beppe Grillo in difesa del figlio Ciro, indagato per stupro di gruppo. “Posso accettare lo sfogo e il dolore di un padre, ma Beppe Grillo è la nostra bandiera e dire queste cose è andare contro le stesse battaglie e i valori del Movimento 5Stelle. Come donna io mi sono sentita offesa”, ha detto l’esponente grillina in un’intervista a Repubblica.

“Beppe ha parlato per il dolore di padre e la rabbia davanti a processi mediatici che colpiscono di più se sei un personaggio noto. Ma non ha tenuto conto delle sensibilità altrui e soprattutto del fatto che otto giorni per denunciare una violenza, non significano che la violenza non sia esistita”, ha osservato Trenta, che ora si definisce solo una “attivista” del Movimento.

Nel suo video, il fondatore del M5S ha sottolineato che la denuncia arrivata dopo otto giorni dall’episodio, e non immediatamente, dimostrerebbe che non si è trattato stupro, ignorando la casistica e gli studi che mostrano che molte donne vittime di violenza abbiano difficoltà a parlare per paura o vergogna.

“La maggior parte delle violenze in Italia sono denunciate molto dopo il fatto. Perciò abbiamo esteso da sei mesi a un anno il periodo per le denunce. Il “codice rosso” è stata una lotta del M5Stelle in cui tutti abbiamo contribuito”, ha detto Trenta. “Comprendo il dolore dei genitori sia dei presunti colpevoli che di colei che si dichiara vittima. Una donna violentata spesso non denuncia, perché teme di perdere il lavoro oppure la famiglia. La vittima di una violenza è sempre la parte più debole e perciò la legge si preoccupa di tutelarla”, ha aggiunto, osservando che “una donna è consenziente finché non cambia idea”.

Per la ex Ministra: “Il doloroso video di Beppe non deve incidere sul Movimento perché bisogna fare la differenza tra lo sfogo di un padre e la nostra politica. Credo che lo stesso Beppe non voglia sovrapposizioni”.

La procura di Tempio Pausania deve decidere il rinvio a giudizio o l’archiviazione del processo nei confronti Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, i quattro rampolli della Genova bene in vacanza in Costa Smeralda indagati per “violenza sessuale di gruppo”. Secondo le indagini su cui si è pronunciato il procuratore Gregorio Capasso i quattro si sarebbero dati il turno per una notte ai danni di una ragazza italo-svedese di 19 anni in vacanza ad Arzachena a luglio del 2019, incontrata al Billionaire.

Durante l’interrogatorio che si è tenuto giovedì scorso in gran segreto, Ciro Grillo avrebbe ripetuto più volte che “non si è trattato di violenza sessuale, ma di sesso consenziente”. Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, la procura è orientata a chiedere il processo per i quattro ragazzi. “Sono quattro coglioni, non quattro stupratori. Se dovete arrestare una persona innocente allora arrestate me!”, ha urlato Grillo nel video che ha scosso l’opinione pubblica.

Leggi anche: 1. Il video di Grillo andrebbe mostrato nelle scuole ogni volta che si deve spiegare come non si parla di stupro 2. Boschi attacca Grillo: “Maschilista. Vergogna, hai massacrato mio padre per anni” 3. E anche Beppe Grillo scoprì cos’è il giustizialismo (di G. Cavalli)
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