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Elezioni Umbria 2019, Matteo Renzi: “Sconfitta figlia di accordo sbagliato”

Immagine di copertina
Il leader di Italia Viva Matteo Renzi alla Leopolda 10

L'ex premier ha rilasciato alcune dichiarazioni a Bruno Vespa sulla sconfitta della coalizione Pd-M5S alle regionali umbre

Elezioni regionali Umbria 2019, Matteo Renzi: “Sconfitta figlia di accordo sbagliato”

“Una sconfitta scritta figlia di un accordo sbagliato nei tempi e nei modi”: Matteo Renzi commenta così i risultati delle elezioni regionali che si sono tenute in Umbria ieri, domenica 27 ottobre 2019.

Renzi ha rilasciato il suo commento a Bruno Vespa per il libro Perché l’Italia diventò fascista (e perché il fascismo non può tornare).

L’ex segretario del Pd, ora alla guida del partito Italia Viva, ha affermato: “Una sconfitta scritta figlia di un accordo sbagliato nei tempi e nei modi. Lo avevo detto, anche privatamente, a tutti i protagonisti”.

“E non a caso Italia Viva è stata fuori dalla partita – continua l’ex premier – In Umbria è stato un errore allearsi in fretta e furia, senza un’idea condivisa, tra Cinque Stelle e Pd. E non ho capito la ‘genialata’ di fare una foto di gruppo all’ultimo minuto portando il premier in campagna elettorale per le Regionali”.

Elezioni regionali Umbria 2019, ecco chi ha vinto: i risultati definitivi. Vittoria del centrodestra, debacle di Pd e M5S

“Nello staff di Chigi – sostiene ancora l’ex presidente del Consiglio – evidentemente c’è qualcuno che pensa che Conte possa fare i miracoli, intervenendo in campagna elettorale e cambiando i risultati: ignorano, questi signori, che i sondaggi sulla fiducia nei leader non si traducono mai in voti”.

“La percentuale di gradimento ti dice quanto sei simpatico, non quanto sei votabile. E non sempre le due cose coincidono”.

“Nella storia repubblicana leader con un altissimo livello di fiducia personale non sono riusciti a trasformarli in consensi elettorali. Perché è quella che si chiama “fiducia istituzionale”: gratifica l’ego, ma non indice alle elezioni” ha concluso poi Matteo Renzi.

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