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Elezioni in Indonesia: sfida tra islam moderato e conservatore

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 16 Apr. 2019 alle 17:21 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:16
Immagine di copertina
Credit: Andrew Gal/NurPhoto

Il 17 aprile 2019 più di 190 milioni di cittadini in Indonesia sono chiamati alle urne: per la prima volta nella storia del paese nello stesso giorno si terranno le elezioni presidenziali, parlamentari e regionali.

Sono circa 245mila i candidati alle urne del 17 aprile, ma a contendersi la carica di presidente del paese sono in due: il capo di Stato uscente, Joko Widodo, e Prabowo Subianto, ex generale.

Secondo gli ultimi sondaggi, Widodo dovrebbe essere riconfermato a capo dell’Indonesia, ma l’opposizione ha giurato battaglia e ha già denunciato irregolarità nei registri elettorali

Prabowo Subianto

Subianto era sposato con la figlia dell’ex dittatore Suharto, che ha governato l’Indonesia con un pugno di ferro per 30 anni.

È stato accusato di complicità nei diversi casi di violazione dei diritti umani commessi dal dittatore Suharto, ma non è mai stato condannato. Dopo aver passato molti anni all’estero, è tornato sulla scena politica del paese nel 2009.

Si è candidato anche alle elezioni presidenziali del 2014, perdendo contro il presidente uscente con un margine molto stretto. Al centro della sua campagna elettorale vi sono state misure contro la povertà e la disoccupazione.

Il generale può contare sul supporto dell’élite del paese ed è sostenitore di una visione più conservatrice dell’islam.

Joko Widodo 

Il presidente uscente viene da una famiglia di umili origini ed è diventato famoso dopo aver ricoperto la carica di governatore di Giacarta nel 2012.

Nelle elezioni presidenziali del 2014 si è presentato agli elettori come un “uomo del popolo”, promettendo di eliminare la povertà, la corruzione e il nepotismo.

Durante il suo mandato, l’economia è cresciuta costantemente, il tasso di povertà è diminuito e alcuni progetti chiave nell’ambito delle infrastrutture sono stati portati a termine.

Widodo è accusato di non aver però risolto i problemi legati alla violazione dei diritti umani e di aver venduto l’Indonesia ai paese stranieri a causa dei rapporti commerciali instaurati con la Cina, oltre ad essere accusato di essere anti-islamico perché pratica un Islam moderato.

Come si vota

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Le urne sono aperte dalle 7 ora locale. Gli elettori dovranno compilare manualmente 5 schede per scegliere presidente, il vicepresidente e i candidati delle legislative.

Per poter esprimere la propria preferenza è necessario presentare la propria tessera elettorale elettronica: il problema però è che in alcune provincie più remote e povere, solo il 50 per cento della popolazione la possiede, per cui almeno 1,6 milione di indigeni non potrà votare.

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Per garantire la sicurezza del voto saranno dispiegati più di 500mila agenti di polizia e militari, a cui si affiancheranno osservatori giunti da 33 paesi.

I primi risultati delle elezioni saranno resi noti il mercoledì della prossima settimana, anche se il nome del vincitore ufficiale non si conoscerà prima di maggio.