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Di Battista: “Cingolani chiarisca su quei 3,5 milioni elargiti al laboratorio diretto dalla sua ex moglie”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 16 Feb. 2021 alle 14:20
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Immagine di copertina

Nel giorno che precede il voto di fiducia al governo Draghi e dopo la fuoriuscita dal Movimento Cinque Stelle, Alessandro Di Battista è tornato a parlare: “Se fossi ancora un parlamentare, chiederei immediatamente al neo-ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani di venire in Aula e spiegare nel dettaglio al Parlamento, quindi alla Nazione, il finanziamento di 3,5 milioni di euro elargito dall’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), all’epoca diretto dallo stesso Cingolani, al laboratorio di nanotecnologie di Lecce diretto dalla sua ex-moglie“.

“Credo sia un dovere di un ministro della Repubblica – ha proseguito Di Battista – dissipare qualsiasi dubbio sulla sua condotta passata e su possibili conflitti di interesse. D’altro canto una sana opposizione ad un governo di tutti è utile alla stessa democrazia. Anche i tecnici hanno il dovere di rispondere alla pubblica opinione”.

La storia dell’IIT

La vicenda a cui si riferisce Di Battista è stata ricostruita oggi da Il Fatto Quotidiano: nel 2006 Cingolani trasferì 3,5 milioni di euro dai fondi dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit), di cui era direttore dal 2004, al Laboratorio nazionale di nanotecnologie di Lecce diretto dalla moglie Rosaria Rinaldi (ad oggi ex moglie) e da lui stesso fino al 2004.

Il passaggio dei soldi è stato possibile grazie al doppio ruolo di Cingolani: da una parte era direttore Iit nominato da Giulio Tremonti e, fino al 2006, era anche responsabile della fase di accorpamento dell’Istituto nazionale di fisica della materia (Infm) dentro il Cnr su nomina dell’allora presidente Cnr Fabio Pistella.

Era stato Cingolani a fondare il Laboratorio nazionale di Nanotecnologie di Lecce nel 2001, quando ricopriva la carica di vicedirettore Infm. Lo ha diretto fino al 2004, anno in cui Cingolani si sposta ad Iit e la moglie Rinaldi diventa responsabile dello stesso laboratorio a cui vengono dati 3,5 milioni di euro.

Chi è Roberto Cingolani: la biografia

A parte le sue implicazione nell’IIT, Cingolani è responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo dal 2019. E’ nato a Bari il 23 dicembre del 1961. Nel capoluogo pugliese consegue la laurea in Fisica e il dottorato, perfezionandosi successivamente alla Scuola Normale Superiore di Pisa.

Membro dello staff del Max Planck Institut di Stoccarda, dove lavora con il premio Nobel per la fisica professor Klaus von Klitzing, nel 2000 è nominato Professore Ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Lecce.

L’anno successivo fonda e dirige il National Nanotechnology Laboratory e collabora come perito per la procura di Roma su alcune perizie nei casi Marta Russo e Unabomber.

Nel 2005 fonda l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che dirige fino al 2019 quando approda a Leonardo, azienda italiana che opera nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza.

Alfiere del Lavoro e Commendatore della Repubblica Italiana, è autore o co-autore di oltre 1000 pubblicazioni su riviste internazionali e ha al suo attivo oltre 100 brevetti.

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