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Chi è Dario Franceschini, il ministro dei Beni culturali del governo Pd-M5S

Ecco i nuovi componenti della squadra di governo del Conte bis

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 4 Set. 2019 alle 15:52 Aggiornato il 5 Set. 2019 alle 10:00
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Chi è Dario Franceschini, il ministro dei Beni culturali del governo Pd-M5S

Dario Franceschini è il nuovo ministro dei Beni culturali, con delega al Turismo, nella lista proposta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal presidente incaricato Giuseppe Conte per il governo Pd-M5s. Il nome di Dario Franceschini è arrivato a conclusione delle lunghe trattative per gli incarichi tra Conte, il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio e il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Dario Franceschini prende il posto del ministro pentastellato Alberto Bonisoli. A lui il compito di portare avanti il maxi concorso bandito dal Ministero nei mesi scorsi.

Il suo è un ritorno: Dario Franceschini era già stato ai Beni culturali con il Governo del Pd di Matteo Renzi. È il ministro della cultura che è rimasto in carica più tempo nella storia della Repubblica. Alle elezioni politiche del 2018 è stato eletto alla Camera dei deputati con il Partito democratico.

L’accordo tra M5S e Pd sulla premiership di Conte è stata ufficializzato dal Segretario dem Nicola Zingaretti che, all’uscita dalle consultazioni con il presidente Sergio Mattarella, ha annunciato che il Pd avrebbe accolto il nome proposto dai Cinque Stelle. Dopo di lui anche Luigi Di Maio ha annunciato il sì definitivo ad un governo “Conte bis”. Poi, dopo l’ok al programma in 26 punti e il Sì del 79 per cento degli iscritti alla piattaforma Rousseau, Conte è salito al Quirinale con la squadra di ministri.

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La scheda

Classe 1958, Dario Franceschini nasce a Ferrara dove svolgerà tutti gli studi fino alla laurea in Giurisprudenza. Fin dai tempi del liceo scientifico è impegnato in politica nell’Associazione Studentesca Democratica di ispirazione cattolica. Si iscrive alla Democrazia Cristiana nel 1975 e viene eletto Delegato Provinciale dei giovani della DC. Prosegue come consigliere comunale a Ferrara e nel ’85 si candida alle amministrative.

Nel momento della trasformazione della DC in PPI, si schiera per un’alleanza tra centro e sinistra, ma la sua linea fallisce e decide a quel punto di aderire al movimento dei Cristiano Sociali. Rientra nel neonato partito dell’Ulivo nel 1995 dopo l’adesione del PPI e ne diventa con Enrico Letta uno dei due vicesegretari nazionali. Dal ’98 fino al 2001 è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo D’Alema con delega alle Riforme Istituzionali e ricopre lo stesso incarico anche nel successivo governo Amato.

Dario Franceschini uno dei fondatori della Margherita nel 2001 è eletto deputato nel collegio di Ferrara, ricoprendo incarichi di rilievo fino al 2007. Viene eletto nuovamente deputato alle elezioni politiche del 2008 ed è vicepresidente del Consiglio nel Governo ombra del Partito Democratico dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009. In seguito alle dimissioni di Walter Veltroni a febbraio 2009 viene eletto Segretario Nazionale del partito che guida alle elezioni europee del 2009, ottenendo il 26,1 per cento. Alle elezioni primarie del 2009 si candida nuovamente come segretario ma viene battuto da Bersani.

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Dopo la sconfitta alle primarie, riorganizza tutte le forze che avevano sostenuto la sua candidatura in una componente interna al Partito Democratico, detta Area Democratica. Alle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 appoggia la candidatura di Matteo Renzi alla segreteria del PD. Durante il governo Letta dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 Franceschini diventa ministro per i Rapporti con il Parlamento e il Coordinamento dell’attività di governo, mentre ricoprirà l’incarico di ministro della Cultura e del Turismo nei governi Renzi e Gentiloni.