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    Coprifuoco, la Camera boccia odg di FdI per l’abolizione. Maggioranza si spacca: lite Lega-FdI su Pnrr

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 27 Apr. 2021 alle 18:41 Aggiornato il 29 Apr. 2021 alle 07:22

    La maggioranza, in mattinata compatta sul via libera al Recovery plan, si spacca nel pomeriggio sul coprifuoco. E in Aula volano parole grosse. I partiti che sostengono il governo Draghi, dopo una lunga trattativa, riescono a raggiungere un’intesa – con il via libera del presidente del Consiglio e grazie alla mediazione del ministro D’Incà – sul superamento del coprifuoco alle 22, dopo una valutazione a maggio dei dati epidemiologici. Accordo messo nero su bianco in un ordine del giorno di Cambiamo, opportunamente modificato, che viene approvato dalla Camera.

    Ma al momento del voto sui due ordini del giorno di FdI, Lega e Forza Italia non partecipano alla votazione, lasciando a M5s, Pd e Leu il compito di bocciare i testi dell’opposizione che miravano a eliminare tout court l’attuale stop alle 22 e a prolungare fino a mezzanotte l’apertura dei ristoranti. Linea che fa infuriare le altre forze di maggioranza, che attaccano a testa bassa i due partiti del centrodestra. “Non può esserci una maggioranza a la carte, che non affronta con coraggio e fiducia unita e coesa il difficile momento che stiamo attraversando, mi auguro che la maggioranza comprenda che l’unità e la coesione non vadano mai messe davanti all’interesse di questo o quel partito”, scandisce la capogruppo dem Debora Serracchiani.

    “Evitiamo propagande inutili. È quanto mai paradossale che questa maggioranza” voti o non voti “per tornaconto personale”, incalza il presidente dei deputati M5s. Per il capogruppo di Leu Federico Fornaro c’è “la questione di come si sta in una maggioranza, rispetto e lealtà devono essere le fondamenta e invece qui c’e’ un problema che non e’ superabile con le dichiarazioni o i tweet. A chi giova questo gioco?”. Parole che gli azzurri rispediscono al mittente: “Non accettiamo lezioni di lealtà e serietà”, replica Roberto Occhiuto. “Unita’ e coesione non si costruiscono solo sui temi di una parte della maggioranza ma sulla sintesi di entrambe le parti perché anche le nostre ragioni hanno diritto di cittadinanza all’interno del governo”, aggiunge.

    Ma ancor prima dello strappo che si consuma in Aula al momento del voto, il clima si surriscalda già durante la trattativa separata tra i capigruppo e il governo – mentre poco distante dal Senato si vedono Matteo Salvini e Antonio Tajani per stabilire la linea – per riformulare l’ordine del giorno di FdI. Alla fine si raggiunge un’intesa di massima (a proporre il testo è Serracchiani), ma leghisti e azzurri mettono le mani avanti e avvertono: “Se Fratelli d’Italia non accetta la riformulazione (previsione che si avvera, ndr) noi non parteciperemo al voto”. Un distinguo che lascia spiazzati gli altri partiti di governo

    Questa mattina la Camera ha bocciato due diversi ordini del giorno di Fratelli d’Italia sull’abolizione del coprifuoco, ma la maggioranza che si è spaccata, perché Forza Italia e Lega non hanno partecipato al voto mentre Leu, Pd e M5S hanno votato contro.

    Bocciati gli odg di Fratelli d’Italia

    L’intesa di maggioranza sarebbe stata messa nero su bianco nella proposta di riformulazione dell’ordine del giorno di Fratelli d’Italia sul coprifuoco. Ciononostante, il partito guidato da Giorgia Meloni ha fatto sapere al governo che non accetta la riformulazione, il che ha comportato la messa in votazione dei due ordini del giorno, che proponevano l’abolizione del coprifuoco.

    Il primo ordine del giorno è stato respinto con 48 favorevoli, 233 contrari e 8 astenuti. Forza Italia e Lega non hanno votato, mentre si sono espressi a favore Fdi e l’Alternativa c’è.

    Poi l’Aula della Camera ha bocciato anche il secondo ordine del giorno di FdI, che era ancora più esplicito sul tema, in quanto mirava ad impegnare il governo proprio a eliminare il coprifuoco. Anche in questo caso la maggioranza si è spezzata, con gli azzurri e i leghisti che non hanno partecipato al voto.

    “Sul coprifuoco il governo è nel caos…Meno male che gli ordini del giorno non contavano nulla e che questo sul coprifuoco era inutile…”, è stata la reazione da fonti FdI rispetto all’intesa raggiunta all’interno della maggioranza.

    Ok della Camera a rivedere il coprifuoco

    Il testo su cui è stato raggiunto l’accordo è così formulato si “impegna il Governo a valutare nel mese di maggio, sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale, l’aggiornamento delle decisioni prese con il decreto-legge n. 52 del 2021, anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento”.

    Il governo ha quindi proposto la riformulazione dell’ordine del giorno di Cambiamo, a prima firma del deputato Giorgio Silli, che ha accettato la riformulazione. In questo caso, l’ordine del giorno non viene messo in votazione, ma si dà per approvato con l’accettazione del firmatario.

    “Abbiamo lavorato, e quando lavori con buon senso e senza pregiudizi e senza la voglia di litigare, i problemi li risolvi”, ha commentato il segretario leghista Matteo Salvini, che nei giorni scorsi si era detto contrario al mantenimento del coprifuoco alle 22 e aveva lanciato una raccolta firme per eliminare la norma. “Dovremmo essere arrivati a una scelta comune sul coprifuoco che fino a ieri sembrava impossibile, invece ci abbiamo messo tutta la buona volontà”.

    Coprifuoco, Pd-M5s-Leu contro Lega-FI

    Dopo che Lega e Forza Italia non hanno partecipato al voto sull’odg di FdI, la capogruppo del Pd alla Camera, Debora Serracchiani, intervenendo in Aula, ha dichiarato: “Non può esserci una maggioranza a la carte, che decide di stare dentro o fuori, che non affronta con coraggio e fiducia unita e coesa il difficile momento che stiamo attraversando, mi auguro che la maggioranza comprenda che l’unità e la coesione non vadano mai messe davanti all’interesse di questo o quel partito ma all’interesse nazionale”.

    “Evitiamo propagande inutili”, ha aggiunto. “E’ quanto mai paradossale che questa maggioranza” voti o non voti “per tornaconto personale”, ha incalzato la presidente dei deputati M5s.

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