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Conte e Tria ottimisti sulla procedura infrazione: “Andrà tutto bene”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 29 Giu. 2019 alle 17:21
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Immagine di copertina
Il premier italiano Giuseppe Conte. Credit: Afp / Alexey Vitvitsky / Sputnik

Il premier Giuseppe Conte è fiducioso sul fatto che l’Italia non sarà sottoposta a procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea. “Abbiamo fatto il nostro siamo sereni, confidiamo che vada tutto bene”, dice il presidente del Consiglio a margine del G20 di Osaka, in Giappone.

Durante il vertice nipponico, Conte ha avuto colloqui con il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, e con il numero uno del Consiglio europeo, Donald Tusk. Ma precisa che il G20 non è la sede per “portare avanti una trattativa”: “È stata l’occasione per ulteriori confronti con i partner, ma rimane il fatto che l’Italia ha fatto un percorso ben chiaro”, spiega.

“La procedura di infrazione va evitata subito e senza ulteriore indugio”, sottolinea il premier, che conferma l’intenzione del Governo italiano di andare avanti sulla flat tax.

“Siamo molto ambiziosi, io personalmente sono ambiziosissimo, intendo la flat tax non solo come rimodulazione delle aliquote ma come riforma fiscale”, osserva. “Faremo una riforma complessiva, con le risorse, cercando di valorizzare al massimo il nostro obiettivo: vogliamo alleviare la pressione fiscale, oltre a riformare l’intero quadro fiscale”.

Anche il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, si dice “ottimista” sul rischio procedura d’infrazione. “Il complesso degli impegni del prossimo anno e quello che si sta facendo quest’anno, che è il risultato essenzialmente di una politica di bilancio molto oculata e molto prudente, ritengo che corrisponda” al rispetto delle regole, “quindi mi aspetto un giudizio positivo perché sta nelle cifre”, fa notare il ministro, anche lui presente al G20 di Osaka.

Tria smentisce poi l’ipotesi di un rinvio della procedura: “Non stiamo trattando in questi termini. Ho letto sui giornali quest’ipotesi, ma io non ne ho mai parlato”, spiega il ministro. “Deciderà la Commissione europea, ma io non ho mai sentito precedenti di questo tipo”.

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