Conte guida sfrenato e Di Maio ha paura di andare a sbattere

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 6 Lug. 2020 alle 20:26
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Il centro-destra scende in piazza compatto, nonostante le contraddizioni, e mostra i muscoli mentre le forze di governo fronteggiano le immancabili spaccature. Lo stato di salute della maggioranza però desta più di qualche preoccupazione, specie nel ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che affida ad alcuni fedelissimi parlamentari la sua apprensione per i continui scontri tra Conte e il Pd.

Secondo un retroscena pubblicato dal Corriere, Di Maio sarebbe stato raggiunto da voci di insoddisfazioni sempre più accese da parte del Partito democratico nei confronti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e questo renderebbe sempre più fragile non solo l’equilibrio di governo, quanto la leadership stessa del premier, minacciato da possibili complotti e congiure.

Secondo il Corriere, infatti, all’interno dei dem e di Italia Viva serpeggia il desiderio di sostituire Conte. “Tra i sospettati ci sono esponenti dem come il ministro Dario Franceschini, il sempre attivissimo leader di Italia Viva Matteo Renzi e lo stesso Di Maio che, secondo i sospetti dell’entourage di Conte, ambirebbe a sedersi sulla poltrona di Palazzo Chigi Magari tra agosto e settembre, approfittando delle difficoltà che potrebbero esserci con la probabile sconfitta alle Regionali e la questione controversa dell’utilizzo o meno del fondo salva Stati Mes”.

Un vero e proprio colpo al cuore del potere, considerando anche le percentuali di gradimento che il presidente del Consiglio ha raccolto negli ultimi mesi. Uno degli ultimi sondaggi basato su intenzioni di voto, attesta il gradimento del presidente-avvocato degli italiani al 63% con una crescita del 2 per cento.

In ballo c’è ancora la battaglia sul Mes e sul Recovery Fund, interamente autointestatasi Conte, e la questione della legge elettorale. Temi scottanti che improvvisamente potrebbero accendere la crisi.

Ma Di Maio smentisce categoricamente ogni possibile interesse verso la poltrona da premier e anzi, sempre secondo il Corriere, intende farsi mediatore di una ritrovata pace tra le forze di governo: “Non capisco i toni sempre più accesi tra Pd e Conte, su tematiche che potrebbero risolversi in modo più franco e trasparente. Tornare ora al voto sarebbe impensabile – ragiona – C’è un Paese in ginocchio dopo una crisi sanitaria senza precedenti e dobbiamo solo rimboccarci le maniche, tutti, in questo momento. Se c’è un nodo da sciogliere si scioglie, non possiamo lasciare il governo impigliato ai cavilli di qualcuno. Il Paese è in stallo, invece di guardarci allo specchio bisogna intervenire in maniera concreta”.

Sicuramente le ultime uscite di Conte non hanno aiutato: da un lato l’aver strizzato l’occhio a Berlusconi non è piaciuto a diversi esponenti dei 5 Stelle. Così come l’aver dichiarato apertamente che alle Regionali allearsi con il Pd diventa più che una semplice necessità. E Di Maio sente che a settembre le cose potrebbero precipitare: “Se continua così andiamo a sbattere”, avrebbe detto. “È il momento di guardarci negli occhi e dirci le cose come stanno se vogliamo davvero spingere il Paese verso la ripresa. Le basi per ripartire ci sono eccome”, avrebbe aggiunto Di Maio per fugare ogni dubbio e rassicurare sulle sue intenzioni.

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