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Banca Popolare di Bari, stasera il Cdm per il salvataggio. Conte: “Faremo di necessità virtù”

Dopo il primo consiglio dei Ministri disertato da M5S e Italia Viva, l'esecutivo si riunisce nuovamente per discutere il decreto salvataggio

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 15 Dic. 2019 alle 16:36 Aggiornato il 15 Dic. 2019 alle 17:15
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Cdm sul salvataggio della Banca Popolare di Bari

Il nodo del decreto salvataggio della Banca Popolare di Bari, commissariata dalla Banca d’Italia venerdì 13 dicembre, potrebbe sciogliersi oggi, domenica 15, nell’ambito del consiglio dei Ministri fissato per le 21.

Dopo la prima riunione dell’esecutivo, convocata subito dopo l’annuncio di Bankitalia e disertata da M5S e Italia Viva, il nuovo Cdm dovrebbe varare un decreto che prevede l’intervento combinato di Mediocredito Centrale e del Fondo interbancario per un totale di circa 1 miliardo di euro.

Secondo alcune fonti di maggioranza il Cdm potrebbe essere preceduto da un vertice politico per condividerne i contenuti, ma altre fonti negano di aver avuto alcuna indicazione in tal senso.

Intanto, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha pronunciato parole rassicuranti sul piano di salvataggio del governo.

“Con l’intervento del governo per Banca Popolare di Bari, faremo di necessità virtù. Interverremo con una visione strategica con Mediocredito e probabilmente il Fondo interbancario per rilanciare una banca che potrebbe essere la più importante del Sud”, ha dichiarato il premier.

“C’è una responsabilità nei confronti dei risparmiatori e di un territorio”, ha aggiunto. “In gioco c’è il tessuto produttivo di un Sud che è in sofferenza”.

“È chiaro che abbiamo delle responsabilità pubbliche nei confronti dei risparmiatori, del territorio e del mezzogiorno. Non dimentichiamo che in gioco ci sono non solo i risparmiatori ma c’è anche un tessuto produttivo che al Sud soffre, quindi è chiaro che un polmone creditizio finanziario è importante”, ha concluso Conte.

Nonostante lo studio del decreto, che prevede una sorta di “nazionalizzazione” parziale tramite l’istituto di credito e il Fondo interbancario, resta alta la tensione tra i membri dell’esecutivo.

Il ministro dell’Economia Gualtieri, in un’intervista al Messaggero, chiarisce che “è doveroso intervenire per garantire la piena tutela dei risparmiatori” e sostiene che il rilancio dell’istituto avverrà “nel quadro più ampio di un disegno che punta a sostenere lo sviluppo del sistema del credito nel Sud”.

Il leader del M5s Di Maio, sul Corriere della Sera, chiede l’avvio di una commissione d’inchiesta sulle banche e afferma che accanto alla tutela dei risparmiatori bisognerà “avviare in Cdm il procedimento che metta agli atti i nomi di chi ha ricevuto soldi allo scoperto”.

Anche il ministro per il sud e la coesione sociale Giuseppe Provenzano è intervenuto sul commissariamento nel corso della trasmissione di Rai3 ‘Mezz’ora in più’. Intervistato da Lucia Annunziata, ha dichiarato: “Il salvataggio della popolare di Bari si giustifica perché risponde a un processo innovativo: qui non si salvano i banchieri, ma si stabilizza il credito al sud”.

“Il tema delle banche deve essere affrontato con serietà e la maggioranza è al lavoro”, ha sottolineato Provenzano.

Il sindaco di Bari Antonio De Caro ha invece dichiarato: “Spero che oggi il Consiglio di amministrazione utilizzi il fondo interbancario, e la cosa da
fare subito questa sera è approvare il decreto di salvataggio in Consiglio dei ministri. Ci sono i risparmi di 77mila famiglie”.

La Banca d’Italia ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca Popolare di Bari e la sottoposizione alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi degli articoli 70 e 98 del Testo Unico Bancario, in ragione delle perdite patrimoniali.

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