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    Il caso Gregoretti: la ricostruzione della vicenda che ha portato Salvini a processo

    Di Carmelo Leo
    Pubblicato il 3 Ott. 2020 alle 07:26

    Caso Gregoretti, la ricostruzione: perché Salvini è a processo | Riassunto

    Oggi, sabato 3 ottobre 2020, Matteo Salvini dovrà presentarsi a Catania davanti al gup per l’udienza preliminare nel processo che lo vede indagato per sequestro di persona aggravato per il caso della nave Gregoretti. Il leader della Lega è accusato di aver impedito a 131 persone di sbarcare in Italia dopo essere state soccorse dalla nave della guardia costiera italiana Gregoretti nel luglio del 2019. I migranti rimasero in mare per cinque giorni, prima dell’autorizzazione all’attracco nel porto di Augusta. Prima di arrivare al processo, la richiesta del tribunale dei ministri è stata votata dalla Giunta per le immunità del Senato e poi dalla stessa aula di Palazzo Madama.

    E’ la prima volta che Salvini si presenta davanti a un giudice. Il gup dovrà decidere se rinviarlo a giudizio, chiedere un approfondimento delle indagini oppure non dar luogo a procedere. Molto probabilmente, l’udienza di oggi sarà solo la prima di una serie di incontri per ascoltare tutte le parti, prima della decisione del giudice. Un eventuale processo si terrebbe davanti a una sezione del tribunale penale di Catania con rito ordinario. In caso di condanna in primo grado per Salvini potrebbe scattare la legge Severino, che prevede la sospensione o la decadenza dalla carica di senatore, come avvenne per Silvio Berlusconi nel 2013. Ma in cosa consiste il caso Gregoretti? Perché Salvini è finito a processo? Per rispondere a queste domande, ecco una ricostruzione della vicenda.

    Caso Gregoretti, la ricostruzione

    Il caso Gregoretti risale all’estate del 2019, quando Matteo Salvini – all’epoca ministro dell’Interno nel primo governo Conte – impedì per più di cinque giorni lo sbarco di 131 persone tratte in salvo nel Mediterraneo centrale dalla nave della Marina militare Gregoretti. L’imbarcazione si era diretta verso Lampedusa, ma il Viminale aveva negato lo sbarco e l’unità militare italiana era rimasta diversi giorni in mare in attesa che la Commissione europea riuscisse ad ottenere da cinque Paesi la disponibilità ad accogliere parte dei migranti. Solo il 31 luglio, l’allora ministro dell’Interno aveva dato l’autorizzazione allo sbarco dei migranti dalla nave militare, avvenuto poi nel porto di Augusta.

    Secondo l’accusa, il leader della Lega avrebbe “privato della libertà personale i 131 migranti bloccati a bordo della nave Gregoretti della Guardia Costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio”. Salvini è stato quindi accusato dal Tribunale dei ministri di Catania di sequestro di persona aggravato, perché commesso da un pubblico ufficiale e con l’abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, ma anche per essere stato commesso in danno di minori. Nel formulare questa accusa, il Tribunale ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, secondo il quale l’allora ministro dell’Interno aveva esercitato una prerogativa politica e non c’erano gli estremi per il configurarsi del reato di sequestro di persona.

    Sul caso Gregoretti-Salvini si è poi espressa la Giunta delle immunità del Senato, che il 20 gennaio scorso ha dato il via libera alla richiesta di autorizzazione a procedere. In quell’occasione, il presidente della Giunta, il senatore Maurizio Gasparri, aveva chiesto agli altri membri di votare “no” al processo a Salvini, negando quindi l’autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega. Lo stesso capo del Carroccio, però, aveva chiesto ai suoi di votare sì: “Votate per mandarmi a processo e la chiariamo una volta per tutte”, aveva detto.

    La palla, infine, è passata all’Aula di Palazzo Madama. Il 12 febbraio 2020, infatti, il Senato – con 152 voti contrari, 76 favorevoli e nessun astenuto – ha votato contro la richiesta delle opposizioni di ribaltare la decisione della Giunta delle immunità. Il Senato, dunque, ha accolto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, presentata del Tribunale dei ministri di Catania, sollevando così il leader della Lega dall’immunità parlamentare. Sul voto del Senato ha pesato anche il cambio nella maggioranza, con il nuovo esecutivo Pd-M5s-Italia Viva che ha votato compatto a favore del processo. A quel punto, la procura di Catania – che per due volte ha chiesto l’archiviazione per Salvini – ha chiesto che venisse fissata l’udienza preliminare, inizialmente prevista per il 4 luglio e slittata al 3 ottobre a causa del Coronavirus.

    Il centrodestra manifesta per difendere Salvini

    Il centrodestra ha deciso che, nelle stesse ore in cui Salvini sarà nell’aula del tribunale di Catania per l’udienza preliminare del processo sul caso Gregoretti, si ritroverà in piazza nella città siciliana per manifestare in solidarietà al leader della Lega. In piazza saranno presenti le tre anime del centrodestra: la Lega, ovviamente, ma anche Fratelli d’Italia e Forza Italia. In questi giorni, infatti, da Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi sono arrivati messaggi di supporto a Salvini, con la promessa che una delegazione dei due partiti sarà presente, al suo fianco, a Catania.

    “Sabato 3 ottobre in occasione del processo a Salvini sarò personalmente a Catania insieme ad una delegazione di Fdi per portare la nostra solidarietà al segretario della Lega e per ribadire un concetto a noi fondamentale: un ministro non può essere processato per aver fatto ciò che la maggior parte degli italiani chiedeva, per aver difeso la legge italiana e aver difeso i confini nazionali dall’immigrazione illegale”, ha dichiarato Giorgia Meloni.

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