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Home » Politica

Caso Durigon, Maria Falcone contro Salvini: “Dica se la lotta alla mafia è una priorità”

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Sul caso del sottosegretario all’Economia in quota Lega, Claudio Durigon, di cui ha chiesto le dimissioni una larga fetta della maggioranza a sostegno del governo Draghi, è intervenuta anche la sorella di Giovanni Falcone, Maria, “preoccupata” dalle parole pronunciate negli scorsi giorni dall’esponente leghista a Latina, che ha proposto di re-intitolare ad Arnaldo Mussolini, fratello del dittatore fascista Benito, il parco comunale Falcone–Borsellino del capoluogo pontino.

In un’intervista a La Repubblica, Maria Falcone evita di entrare nella polemica sulle dimissioni chieste da Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Liberi e uguali, ma chiede parole chiare contro la mafia al leader della Lega, Matteo Salvini, e al presidente del Consiglio, Mario Draghi.

“Per quanto ferita da una dichiarazione come quella del sottosegretario Durigon, so bene quanto la memoria di mio fratello Giovanni e di Paolo Borsellino sia radicata nel cuore degli italiani. Dunque non sono mossa da sentimenti di rivalsa o di vendetta. Non mi appartengono, non appartengono alla storia della mia famiglia. Ma sono preoccupata, questo sì”, sottolinea Maria Falcone, che sul passo indietro chiesto all’esponente leghista aggiunge: “Non sta a me esprimermi”.

Le parole di Durigon, pronunciate durante un comizio elettorale tenuto il 4 agosto nel capoluogo pontino alla presenza del leader Matteo Salvini, avevano scatenato una bufera nel mondo politico, creando nuove tensioni all’interno della maggioranza. Dopo la mozione presentata mesi fa dal M5S seguita a un’inchiesta condotta da Fanpage sui fondi alla Lega, anche il Pd ha chiesto in parlamento le dimissioni del sottosegretario leghista, appoggiato dai maggiorenti del partito.

Adesso però la sorella del magistrato ucciso da Cosa nostra chiede un intervento del Carroccio: “Sembra assurdo che il partito al quale appartiene questo signore non abbia preso una posizione su un tema come quello della lotta alla mafia che dovrebbe essere prioritario nel programma di chi si candida a governare il Paese”. “Non si può dichiarare: siamo contro la mafia e poi pensare che in realtà Cosa nostra non sia più un problema attuale, che sia stata sconfitta”, rimarca Maria Falcone. “Perché se non spara più, non più come prima quanto meno, è perché ai boss risulta molto più conveniente restare sotto-traccia e fare affari”.

Da via Bellerio finora sono arrivate solo dichiarazioni indulgenti su Durigon. Se il segretario del Carroccio Salvini aveva provato a smentire la proposta del proprio sottosegretario, ribadita su Twitter da Durigon, il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli aveva parlato di “un peccato veniale”, che ora però getta un’ombra sulla maggioranza e potrebbe costringere il presidente del Consiglio, Mario Draghi, a intervenire.

Anche la professoressa Falcone, pur tenendosi lontana dalla polemica politica, allarga lo sguardo all’esecutivo: “Magari questa è un’occasione anche per il governo per esprimere un’opinione sul tema della lotta alla mafia“. “Mi rendo conto che il momento è particolarmente problematico. Ma forse l’incidente diventa un momento propizio per pronunciare parole ferme, inequivocabili”, conclude Maria Falcone rivolgendosi poi a Draghi. “Nessuno mette in dubbio la trasparenza e lo straordinario lavoro che sta compiendo il premier. Sul contrasto alla criminalità però attendiamo parole nette. E soprattutto fatti”.

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