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Cannabis light: Salvini vuole chiudere i negozi, Di Maio frena

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 9 Mag. 2019 alle 11:51 Aggiornato il 10 Mag. 2019 alle 08:39
Immagine di copertina
Di Maio e Salvini, leader rispettivamente di M5S e Lega

Cannabis light Salvini Di Maio polemica

Cannabis light Salvini | Archiviato lo scontro sul caso Siri [qui il riassunto], nel Governo si apre un nuovo fronte di polemica tra Lega e M5S: quella della cannabis light. Il vicepremier leghista Matteo Salvini nelle sue ultime dichiarazioni pubbliche si è concentrato su questo tema, criticando la proposta di legge dei Cinque Stelle che vuole legalizzare la cannabis e dei suoi derivati e spiegando di voler “chiudere tutti negozi che oggi vendono cannabis e vietare ogni tipo di festa legata alla canapa”.

> Qui il nostro approfondimento: che cos’è la cannabis light e perché Salvini vuole chiudere i negozi che la vendono

Su questo tema già nei mesi scorsi era emersa la distanza tra le posizioni della Lega e quelle del M5S. Salvini si è detto pronto anche a far cadere il governo sulla cannabis legale. Al leghista hanno risposto il vicepremier M5S Luigi Di Maio e la ministra della Salute, Giulia Grillo.

Poche ore dopo le parole di Salvini, il questore di Macerata ha disposto la chiusura di due negozi che vendono cannabis light e gli organizzatori del Festival della canapa di Torino hanno deciso di annullare l’evento, in programma dal 17 al 19 maggio. La notizia è stata ripresa da Salvini, che ha annunciato una direttiva per chiuderli in tutta Italia.

Cannabis light Salvini | Cosa ha detto

Salvini ha rilanciato la sua “battaglia” contro i negozi di cannabis legale dagli studi del programma tv Otto e Mezzo, ospite di Lilli Gruber.

“Io non aspetto i tempi della giustizia, la droga è un’emergenza nazionale devastante e dunque dobbiamo usare tutti i metodi democratici per chiudere questi luoghi di rieducazione di massa”, ha detto Salvini.

“Da domani ci saranno controlli a tappeto per andarli a controllare uno per uno con l’obiettivo di chiuderli uno per uno”, ha avvertito il vicepremier e ministro dell’Interno, parlando appunto dei negozi che vendono cannabis light. Secondo Salvini, “evidentemente un cannabis shop vende qualcosa che bene non fa”.

Il leader della Lega ha anche chiesto al senatore M5S Mantero di ritirare la sua proposta di legge sulla liberalizzazione della cannabis in Italia: “Non è nel contratto di governo e non voglio lo Stato spacciatore”, ha sentenziato Salvini.

Cannabis light Salvini | Cosa ha risposto Di Maio

La ministra della Salute, Giulia Grillo (M5S) ha contestato la tesi di Salvini sulla cannabis legale. “Non bisogna dare informazioni sbagliate, nei canapa shop non si vende droga”, ha chiarito. Ma, ha aggiunto, “se per caso come ministro dell’Interno (Salvini, ndr) è in possesso di informazioni che io non ho, e questo è pure possibile, chiaramente allora bisogna fare altro ordine di considerazioni”.

A Salvini ha risposto anche Di Maio, che si è detto concorde con l’alleato di governo nel voler combattere la droga, ma gli ha anche lanciato una frecciata sull’impegno nel contrasto alle mafie.

“Dire di essere contro la droga è come dire di essere per la pace nel mondo, siamo tutti d’accordo: più controlli fa meglio è, nessuna volontà di non sostenere il ministro dell’Interno nella lotta alla droga. Controlli, per carità, e immagino anche lotta alla mafia”, ha detto il capo politico M5S.

Di Maio ha poi rincarato la dose: “Evidentemente nella Lega dopo aver visto gli ultimi sondaggi che davano in ripresa il Movimento sono andati in paranoia. Non a caso hanno ricominciato a parlare di grembiulini, armiprovince e ora arrivano persino ad inventarsi che siamo a favore della droga (che è folle solo pensarlo)”, ha detto il capo politico M5S.

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