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Home » Politica

“Ma chi te lo fa fare, vieni con me”: il blitz di Calenda a un evento elettorale di Gualtieri

Immagine di copertina

È giovedì sera quando all’hotel Minerva, nel pieno centro di Roma, si è appena concluso un evento elettorale con l’aspirante sindaco del centrosinistra, Roberto Gualtieri, e alcuni candidati della lista civica Gualtieri sindaco.

L’incontro, che ha visto protagonisti diversi imprenditori romani, era finalizzato a convincere una parte del mondo dell’imprenditoria, più vicina a Calenda, a votare per Gualtieri.

Fin qui nulla di strano, se non fosse che, appena finito l’evento, per l’appunto, proprio Carlo Calenda è apparso davanti il lussuoso albergo situato a due passi dal Pantheon in quello che è sembrato essere un vero e proprio blitz.

Alcuni passanti, infatti, hanno raccontato di aver visto il camioncino di Calenda transitare improvvisamente davanti l’hotel Minerva, che si trova sì al centro di Roma ma non in una strada piuttosto trafficata, proprio come se l’obiettivo dell’ex ministro dello Sviluppo fosse quello di avere un confronto a sorpresa con il suo sfidante, Roberto Gualtieri.

Il tempismo, però, non ha giocato a favore di Calenda che a quel punto si è ritrovato ad affrontare e discutere con Federico Lobuono, uno dei giovani candidati della lista civica Gualtieri sindaco.

Proprio Calenda, una volta chiesto al giovane se lui fosse uno dei candidati nella lista Gualtieri, avrebbe detto: “Ma chi te lo fa fare. Lascia perdere, vieni con me” aggiungendo anche che sarebbe rimasto deluso.

Il siparietto, che è stato immortalato anche in un video pubblicato su Twitter, è andato avanti con Calenda che ha “rimproverato” a Lobuono di far parte di una coalizione composta perlopiù dai politici che in passato avevano fatto cadere Marino.

“Nella mia lista l’88% di persone non è mai stato in un partito prima d’oggi” ha affermato Calenda con Lobuono che ha replicato sottolineando come nella lista civica di Calenda siano presenti esponenti di Azione, +Europa e Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, ovvero colui “che ha fatto cadere Marino”.

“Non c’è nulla di male nell’avere una lista politica” ha continuato il giovane candidato, aggiungendo: “Mi sembra una cosa un po’ populista dire ‘noi abbiamo una lista civica’ quando di fatto non è così”.

Calenda, poi, ha spiegato perché, a suo dire, è meglio avere una sola lista anziché sei: “Perché se Gualtieri diventa sindaco dovrà fare assessori delle ‘pippe’, mentre gli altri li dovrete mettere nei consigli delle partecipate perché a Roma si è sempre fatto così”.

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