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Berlusconi deluso da Toti e Carfagna, sogna un nuovo predellino. Il retroscena

L'ex premier contro i coordinatori nazionali di Forza Italia

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 31 Lug. 2019 alle 13:21 Aggiornato il 31 Lug. 2019 alle 15:04
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Immagine di copertina
Credit: Tiziana FABI / AFP

Berlusconi deluso da Toti e Carfagna: il retroscena

Berlusconi sarebbe deluso dai nuovi coordinatori di Forza Italia Giovanni Toti e Mara Carfagna e starebbe pensando a un nuovo predellino.

L’indiscrezione arriva dal quotidiano La Repubblica, che riporta lo sfogo del fondatore di Forza Italia ai suoi fedelissimi.

Dopo la nomina di Giovanni Toti e Mara Carfagna come coordinatori nazionali del partito, infatti, la tanto agognata svolta non c’è stata. Non solo, Forza Italia sarebbe dilaniata da faide interne e lotte di potere: una situazione che Berlusconi non sopporterebbe più.

L’ex presidente del Consiglio, dunque, avrebbe messo nel mirino proprio i due neo coordinatori, colpevoli di aver deluso le aspettative e di non essere riusciti a invertire una tendenza che, anche secondo gli ultimi sondaggi, vede Forza Italia sprofondare sempre più giù, addirittura scavalcata da Fratelli d’Italia.

Secondo Berlusconi, Toti sarebbe “un violento”, mentre la Carfagna avrebbe solamente un obiettivo: la guida del partito.

Ecco perché l’ex premier sarebbe sempre più tentato da un nuovo predellino, ovvero dalla formazione di un nuovo movimento politico.

L’idea del Cavaliere, sarebbe, sempre secondo quanto ricostruito da La Repubblica, quella di lanciare una sorta di federazione che aggreghi tutte le forze moderate di centrodestra senza però sciogliere Forza Italia.

Un’idea alla quale starebbe lavorando nelle ultime settimane con Antonio Tajani e le capogruppo Bernini e Gelmini.

Intanto, nelle prossime ore Forza Italia è attesa da un appuntamento forse decisivo per il destino del partito.

Giovedì 1 agosto, infatti, verranno stabilite le nuove regole. Se le condizioni poste da Giovanni Toti, ovvero quelle di primarie aperte per la scelta di un nuovo leader e l’azzeramento della classe dirigente locale non dovessero essere accolte, Toti potrebbe pensare anche all’addio.

D’altronde, lo stesso presidente della regione Liguria qualche giorno fa aveva dichiarato: “Se non si cambia nulla, il mio mandato è inutile”.

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