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Beppe Grillo: “Non credo nella democrazia rappresentativa”. E critica il Recovery Fund

David Sassoli, presidente del Parlamento Ue, ha invitato Beppe Grillo a un dibattito sull'Europa. Il guru M5S non ha risparmiato bordate anti-sistema

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 23 Set. 2020 alle 20:01 Aggiornato il 23 Set. 2020 alle 20:03
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Immagine di copertina
Credit: Ansa

Beppe Grillo al Parlamento Ue con David Sassoli

“Quando usiamo un referendum usiamo il massimo della espressione democratica, e per me la domanda andare a votare si o no alla riduzione dei parlamentari – per me che non credo più in una forma di rappresentanza parlamentare ma credo nella democrazia diretta fatta dai cittadini attraverso i referendum -, è come fare una domanda ad un pacifista di essere a favore o meno della guerra”. Queste le parole di Beppe Grillo intervenendo al dibattito Ideas for a new world organizzato dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

“Possiamo fare tutto con il voto digitale. Sono andato ancora a votare con una matita, dietro una cabina… Sono cose che non concepisco più. Noi abbiamo lanciato Rousseau, che è interessante. Una piattaforma dove un cittadino può dire, consigliare, votare a tutti i livelli, proporre una legge. Oggi si può fare. Si può fare un referendum alla settimana”, dice il guru M5s.

E poi: “Quando abbiamo lanciato questo movimento ero un pasionario, e ho ancora questa passione, credevo in questa cosa e mi divertivo a farlo. Ora bisogna dare un senso di leggerezza alla politica, un senso anche un po’ di ironia alla politica, perché stiamo andando verso derive brutte, di razzismo, e con una battuta felice il razzista lo metti a posto senza fare titoloni nei telegiornali. L’umorismo è il muro vero di questa cose qua, del razzismo e del negazionismo”.

Grillo se la prende con il sistema sul quale si poggia il Recovery fund: il debito pubblico. “Ora state cercando col Recovery fund di cercare soldi più o meno da dare e da indebitare. State costruendo una società del debito. Il debito è il vostro ‘sabba’, della serie: datemi debito illimitato e cambio il mondo. Chi decide è la politica – dice – e la politica non può più essere assente e sotto scacco del debito. Bisogna cambiare modello di sviluppo, ma abbiamo un problema: le idee vecchie non vogliono morire”. Non si fa attendere la replica del presidente Ue, Sassoli risponde: “Produrremo debito ma daremo nuove opportunità alle generazioni future”.

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