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Proposta di legge per far diventare “Bella ciao” l’inno del 25 aprile: insorgono FdI e Lega

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A destra Giorgia Meloni e Matteo Salvini (Credit: ANSA)

Una proposta di legge per istituire Bella ciao, la canzone dell’antifascismo, come canto ufficiale del 25 aprile da eseguire dopo l’Inno di Mameli, ha aperto una polemica politica tra i partiti politici. Da una parte ci sono i parlamentari di Pd, Italia Viva, M5S e LeU, che hanno aderito alla proposta di cui è primo firmatario il deputato dem Gian Mario Fragomeli. Dall’altra Fratelli d’Italia e Lega, che insorgono di fronte all’iniziativa.

L’iter parlamentare della proposta di legge è iniziato la scorsa settimana. Il testo riconosce il “carattere istituzionale” della canzone, vista come “espressione popolare dei valori fondanti” della nascita e dello sviluppo della Repubblica. Nel secondo comma dell’unico articolo della legge si stabilisce invece che la canzone sia eseguita, dopo l’inno nazionale, alle cerimonie ufficiali per i festeggiamenti del 25 aprile.

Contrario alla proposta il vicepresidente del Senato di FdI Ignazio La Russa. “Bella ciao, non per colpa del testo ma per colpa della sinistra, è diventata una canzone che non copre il gusto di tutti gli italiani: è troppo di sinistra”, ha commentato La Russa. “Non è la canzone dei partigiani, è la canzone solo dei partigiani comunisti“. Un dato che in realtà non vede d’accordo gli storici, che evidenziano come Bella ciao sia diventata, per misteriose ragioni, tradizione della lotta al nazifascismo solo molto dopo la fine della guerra, e come sia stata usata anche dall’antifascismo cattolico.

Dalla Lega a opporsi all’iniziativa è Giuseppe Basini, deputato della Lega e componente dell’ufficio di presidenza dell’Unione monarchica italiana, che all’Adnkronos dice: “Penso sia un vero peccato che la sinistra si accanisca su un falso. Nessun partigiano ha mai cantato Bella ciao perché non c’era”. E aggiunge: “Mi chiedo: perché ricordare un fatto storico con un falso storico? Bella ciao non ha niente a che fare con la Resistenza dunque secondo me perde di senso”. Basini conclude: “Vogliono anche rendere l’adozione di Bella ciao un obbligo, perché tutto ciò che non è vietato deve diventare tale. Ma se vogliono cantarla, la cantino”.

Anche da sinistra qualcuno si è schierato contro la proposta. Marco Rizzo dei Comunisti italiani ha parlato di un “classico antifascismo da passerella” da parte del Pd e ha dichiarato: “Non è un caso che proposte simili vengano alla luce sempre appena prima di un periodo elettorale. Adesso ci sono le elezioni amministrative e viene fuori questa proposta. Nelle scorse tornate elettorali c’era l’allarme per “l’onda nera”, “attenti arriva Salvini”, adesso con Salvini ci governano. Il Pd è la costruzione politica più ipocrita che ci sia”.

La canzone Bella ciao negli anni è stata interpretata da molti artisti tra cui Yves Montand Claudio Villa, Gino Paoli e Milva, ma anche Goran Bregovic. Col tempo è diventata molto popolare a livello internazionale, venendo cantata da diversi popoli in lotta per la libertà in molte parti del mondo, dai curdi in Medio Oriente al Sud America. È stata anche molto utilizzata da cinema e tv, recentemente in occasione della serie Netflix spagnola La Casa di carta.

Leggi anche: Se avete un problema con chi canta Bella Ciao, ignorate la storia d’Italia e non potete certo ambire a governarla (di L. Telese)

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