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Chiusura anticipata per bar e ristoranti dalle 18: la nuova ipotesi del governo per il coprifuoco

Di Antonio Scali
Pubblicato il 24 Ott. 2020 alle 17:13 Aggiornato il 25 Ott. 2020 alle 08:20
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Sono in arrivo nuove restrizioni da parte del Governo per contenere la crescita dei contagi Covid nel Paese: oggi, 24 ottobre, si registra un nuovo aumento con 19.644 casi e 151 decessi. Numeri allarmanti, anche se l’obiettivo è quello di evitare un lockdown generalizzato che metterebbe in ginocchio l’economia. La maggioranza è divisa tra chi vorrebbe subito misure rigide e chi invece predica prudenza. Secondo indiscrezioni che circolano in queste ore, il prossimo Dpcm, che potrebbe arrivare già in questo weekend, porterà a ulteriori strette.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha riunito i capi delegazione e i ministri di governo questa mattina presto sulle nuove misure da mettere in campo per fronteggiare la recrudescenza dell’epidemia di Covid-19. Un lavoro lungo e articolato nel quale, stando a quanto viene riferito, si sarebbe discusso degli spostamenti fra le regioni. Su queste ipotesi si deve pronunciare adesso il Comitato tecnico scientifico convocato d’urgenza per la valutazione delle misure da inserire nel nuovo Dpcm. Contraria a misure così drastiche la ministra di Italia Viva Teresa Bellanova. In un secondo momento, le Regioni sono attese a un vertice con il ministro Speranza. Ma vediamo le principali indiscrezioni sul nuovo Dpcm in arrivo.

Chiusura bar e ristoranti alle 18

In particolare si va verso la chiusura di bar e ristoranti già alle ore 18. Come riporta l’AGI, nella bozza si legge: “A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi, negli altri giorni le predette attività sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00”.

“Dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”

Possibile chiusura delle piazze alle 21

“Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”. Così in un passaggio della bozza delle “disposizioni del decreto” che “si applicano dalla data del 25 ottobre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 ottobre”.

Spostamenti per comprovati motivi

“È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”. Così in un passaggio di una bozza del Dpcm visionata dall’AGI che porta la data del 25 ottobre 2020.

Scuola, alle superiori Dad al 75%

“Fermo restando che l’attività didattica e educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari al 75% delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9”.

Stop a palestre e piscine

“Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento”, si legge nella bozza del nuovo Dpcm.

Sospesi cinema e teatri

“Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso”.

Sospesi i concorsi

Sono sospese “le procedure concorsuali pubbliche e private, ad esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica”.

Stop a sale giochi e bingo

“Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò”.

Vietate le feste

“Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza. Sono vietate le sagre, le fiere e gli altri analoghi eventi”.

Musei aperti

“Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura” è assicurato “a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.

Mascherina in casa in presenza di non conviventi

“È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”. Viene ribadito nel nuovo Dpcm anti-Covid che il governo dovrebbe approvare domani. “È fatto obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”, si conferma nel provvedimento. Inoltre “con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza”.

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