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Quando Anna Ascani (Pd) diceva: “Accordo con M5S senza di me”. Oggi è il nuovo vice ministro all’Istruzione

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La deputata dem nominata vice ministro nel dicastero guidato dal pentastellato Lorenzo Fioramonti

La deputata del Pd Anna Ascani è stata nominata vice ministro all’Istruzione nel Consiglio dei ministri che si è tenuto la mattina di oggi, venerdì 13 settembre. Ascani, umbra, era già componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati ed è tra i quattro esponenti Pd a cui è stato assegnato un posto da vice ministro nel governo con M5S (qui l’elenco completo dei vice ministri e dei sottosegretari del nuovo governo Conte bis).

Tuttavia, meno di due mesi fa, Ascani era tra coloro che si opponevano fortemente alla possibilità di un accordo tra Pd e M5S.

Sul suo profilo Twitter, lo scorso 18 luglio, scriveva infatti: “Oggi c’è una intervista a Massimo D’Alema in cui dice che dobbiamo aprire al Movimento 5 Stelle. D’Alema. D’Alema e i 5 stelle. Non c’è bisogno di aggiungere molto altro. Se vogliono fare l’accordo, se lo facciano #senzadime”.

Questo accadeva prima dell’apertura della crisi di governo da parte di Matteo Salvini. Ora, invece, Ascani si trova in prima persona nel nuovo governo sostenuto da Movimento Cinque Stelle e Partito democratico. Occupa infatti il ruolo di vice ministro dell’Istruzione: un dicastero guidato dal pentastellato Lorenzo Fioramonti.

La questione non è passata inosservata: in particolare Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha ripreso uno screen del tweet di Ascani e lo ha rilanciato sul suo profilo, scrivendo: “L’accordo se lo facciano senza di me”, oggi nominata Viceministro all’istruzione. Perché nel nuovo governo la poltrona viene sempre prima della coerenza”.

Anche il segretario della Lega ed ex ministro dell’Interno ha puntato il dito contro le nuove nomine. “Continua la vergognosa spartizione di posti e poltrone di PD e 5Stelle”, ha dichiarato. “Festeggiate e mangiate finché siete in tempo, tanto prima o poi gli Italiani vi manderanno a casa”.

Anna Ascani, deputata dem vicina a Matteo Renzi, si era candidata insieme a Roberto Giachetti alle primarie Pd, da cui è uscito vincitore Nicola Zingaretti.

Lo scorso 4 settembre, sempre su Twitter, la deputata scriveva: “Finalmente l’Italia ha un nuovo governo. Meno Papeete e più lavoro serio al servizio del nostro Paese”.

Dopo l’apertura della crisi di governo, il 27 agosto, scriveva invece: “Da giorni il Pd chiede di discutere sui temi e di mettere al sicuro i conti evitando l’aumento dell’IVA. Altrove si continua a parlare di incarichi. Per sbloccare la situazione serve che, come stiamo facendo noi, si pensi prima di tutto all’interesse del Paese”.

Complessivamente sono 42 le nomine che entrano a far parte dell’esecutivo: 21 del M5S, 18 in quota Pd, due in rappresentanza di LeU e uno del Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie). I viceministri sono dieci: sei dei Cinquestelle e quattro del Partito Democratico.

Preparatevi perché ora Salvini comincerà a vendicarsi. E ne vedremmo delle belle (di Giampaolo Pansa)
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