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Governo Conte bis, la lista ufficiale dei viceministri dell’esecutivo Pd-M5S: tutti i nomi

Con i viceministri e i sottosegretari la squadra del nuovo esecutivo è completa

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 13 Set. 2019 alle 11:03 Aggiornato il 13 Set. 2019 alle 12:13
Immagine di copertina
Il governo Conte il giorno del giuramento al Quirinale (Photo by Andreas SOLARO / AFP)

Governo Conte bis: la lista dei viceministri

C’è voluto qualche giorno per mettere ordine nel lungo elenco di nomi che i partiti che sostengono il Conte bis, Pd, M5s e Leu, avevano messo sul tavolo. Alla fine, durante il Consiglio dei ministri di oggi, 13 settembre, gli incarichi sono stati assegnati. I viceministri del governo Conte sono stati nominati. Il Movimento 5 stelle conserva una maggioranza di viceministri: ne avrà 6, mentre quattro saranno del Partito democratico. E con la squadra dei sottosegretari pure al completo, il nuovo governo del premier Giuseppe Conte è pronto a partire.

Le ultime notizie sul governo Conte bis

Dopo giorni di indiscrezioni e totonomi, dunque, ecco la lista ufficiale dei viceministri del governo Conte bis, sostenuto da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Leu.

La lista completa e ufficiale dei viceministri

Interno: Vito Crimi (M5s) e Matteo Mauri (Pd)

Economia e Finanze: Antonio Misiani (Pd) e Laura Castelli (M5S)

Affari Esteri e Cooperazione internazionale: Emanuela Del Re (M5s) Marina Sereni (Pd)

Infrastrutture e trasporti: Giancarlo Cancelleri (M5s)

Sviluppo economico: Buffagni (M5s)

Istruzione, università e ricerca: Anna Ascani (Pd)

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Salute: Pierpaolo Sileri (M5s)

> La lista completa e ufficiale dei sottosegretari

Come si è arrivati al Conte bis e alla nuova squadra di governo

Oggi, dunque, si è chiusa ufficialmente la squadra del governo Conte bis, sostenuto da M5S, Pd e Liberi e Uguali. Ma come si è arrivati al cambio di maggioranza e alla nuova squadra di governo?

Tutto ha avuto inizio il 7 agosto scorso, quando in Senato sono state votate una serie di mozioni sulla Tav su cui M5S e Lega, i due partiti di maggioranza dell’esecutivo gialloverde hanno votato in maniera diversa. Il giorno seguente, l’8 agosto, il leader del Carroccio Matteo Salvini ha ufficializzato la volontà della Lega di tornare alle urne, staccando la spina al governo guidato da Conte.

Il 9 agosto poi, la Lega ha compiuto il primo atto formale della crisi di governo presentando una mozione di sfiducia in Senato nei confronti del premier. Il 20 agosto, Conte si è presentato in Senato, tenendo un discorso durissimo nei confronti di Salvini, il quale, nel frattempo, cercava di ricucire. Ma ormai era troppo tardi. In Aula a Palazzo Madama Conte ha annunciato le sue dimissioni e in serata si è recato al Quirinale per formalizzare al Capo dello Stato la crisi dell’esecutivo gialloverde, rimettendo l’incarico nelle sue mani.

Sono iniziate a quel punto, le consultazioni del presidente della Repubblica, il quale, però, non è riuscito a trovare subito una quadra. Al termine dei primi colloqui Mattarella, viste anche le richieste dei partiti che lo informano del fatto che “sono state avviate iniziative per un’intesa in Parlamento per un nuovo governo”, ha concesso altro tempo ai partiti.

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Il 28 agosto, nel secondo giro di consultazioni al Quirinale, hanno confermato di aver trovato un’intesa politica, basata sul nome di Giuseppe Conte come leader dell’esecutivo. Conte, così, si è così recato al Quirinale, il 29 agosto, ricevendo l’incarico da Mattarella. Il presidente del Consiglio incaricato ha accettato con riserva il mandato e ha avviato le sue personali consultazioni con i partiti per la formazione di un governo. Il resto è storia recente.

Il 5 settembre c’è stato il giuramento del nuovo governo, che ha poi ottenuto la fiducia alla Camera e al Senato il 9 e 10 settembre.