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Home » Opinioni

Il più grande spettacolo dopo il Big Bang. Sui vaccini cambiano idea ogni giorno e non si capisce nulla

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Ecco riassunte tutte le diverse posizioni assunte dal governo in tema vaccini nell’ultima settimana. Con un aggravante: Palazzo Chigi non fornisce i numeri esatti della campagna vaccinale AstraZeneca in Italia

No, sì, no, sì, no, forse. No tassativo. Anzi, sì potenziale. Dunque, per ricapitolare: ecco a voi il più grande spettacolo italiano del momento, il caos informativo del famoso circo eterologo, quello che stupisce gli italiani con un colpo di scena al giorno sulla campagna vaccinale. Oggi puoi farlo, domani no, dopodomani forse. Riassunto delle puntate precedenti. Il governo una settimana fa, impone la vaccinazione eterologa (cioè con un altro vaccino) anche a tutti coloro che hanno fatto la prima dose di AstraZeneca. Senza se, e senza ma, a parte gli over sessanta (che a quanto pare possono iniettarsi anche acido nelle vene).

L’Aifa, che pure dovrebbe essere un ente indipendente, ha sottoscritto prontamente la decisione. Questo doppio colpo rappresenta la condanna a morte del siero su cui era incardinato il nostro piano vaccinale, e ha un costo economico altissimo. Ma chissenefrega. E soprattutto: getta nel caos circa un milione di italiani che devono ancora completare il loro iter vaccinale (anche se i numeri esatti non si conoscono, perché prudentemente il governo non li formalizza).

Ma c’è un primo colpo di scena. L’Ema, l’agenzia europea (che il governo italiano aveva atteso e seguito quando tardava a fare la sua approvazione ad AstraZeneca) si pronuncia a sorpresa e stavolta dice invece che AstraZeneca è un vaccino perfettamente agibile, che raggiunge il modo ottimale il rapporto rischio/benefici. Vaccino agibile per l’’Europa, ma vietato in Italia.

Così la Regione Campania dissente: annuncia (sabato scorso) che consentirà – a chi ha avuto la prima dose e vuole la seconda – di proseguire con Astra Zeneca. Il ministro Speranza interviene per spiegare che il governo è tassativamente contrario a questa possibilità. Nessuna libertà di scelta, per nessuno tranne gli over sessanta (che possono anche iniettarsi anche lubrificante, nelle vene, non frega nulla a nessuno). Il mix dell’eterologa è tassativamente obbligatorio per tutti, senza se e senza ma.

A questo punto – e siamo a giovedì – la regione Lazio spiega che praticherà, anche agli under 60, il vaccino omologo, in qualsiasi caso in cui a richiederlo siano i cittadini. Come come? Ma non era stato il governo a negare questa possibilità alla regione Campania solo tre giorni prima? Vero. Ma il Lazio, invece del proclama da Viceré di De Luca ha trovato una scappatoia legale: il consenso informato firmato al momento della prima dose, che secondo l’assessore Alessio D’Amato consente al cittadino di reclamare una seconda dose “omologa”. E poi c’e il potere ultimo del medico vaccinare, che può “in scienza e coscienza” derogare qualsiasi decisione su richiesta del cittadino. La stessa cosa, dunque, ma chiesta in modo diverso: l’Italia è il paese di azzeccagarbugli, tutto si può fare.

Il giorno dopo questo annuncio, non smentito da nessuno (sul fronte della legittimità) il governo, il ministro Speranza e il Comitato tecnico scientifico, tuttavia ribadiscono la linea: vaccinazione eterologa obbligatoria per tutti gli under 60 (gli over 60, come è noto, possono anche iniettarsi veleno per topi nelle vene, se vogliono). Ieri, tuttavia, per completare l’effetto circo, e sancire in modo solenne il caos vaccinale, parla un signore che è capo dello stesso governo, che fino ad ora ha deciso la linea dell’eterologa obbligatoria.

Parla Mario Draghi e spiega: 1) “L’’eterologa funziona, io sono prenotato martedì per farla”. 2) “Ho più di 70 anni e la prima dose con AstraZeneca ha dato risposta bassa, mi si consiglia di procedere così. Quindi funziona per me e per chi ha meno di 70 e 60 anni”. 3) “La cosa peggiore che si può fare – è il suo esordio – è non vaccinarsi, o vaccinarsi con una dose sola”. E qui, 4) dopo un gran rullo di tamburi per il colpo di scena finale, arriva l’ultima novità. La bomba atomica: “Ognuno è libero di fare la seconda dose con AstraZeneca purché abbia il parere del medico e il consenso informato”. Ovvero: si autorizza quello che aveva chiesto la regione Campania, smentita dal governo Draghi, quello che aveva teorizzato la regione Lazio, corretta dal governo Draghi, quello che chiedevano molto virologi, contrastati dal governo Draghi. Ma ieri la linea cambia. Così entra in campo anche il generale Francesco Figliuolo, e dice: 5) “La raccomandazione molto forte del Cts è per una vaccinazione eterologa sotto i 60 anni, ma resta aperta la possibilità di utilizzare AstraZeneca per chi lo richiede sotto consenso medico”.

Fermi tutti. Tradotto in Italiano significa che il governo, per bocca del suo premier e del suo più autorevole plenipotenziario per la campagna vaccinale, spiega che sarà possibile fare quello che fino al giorno prima il governo, per bocca del suo più autorevole ministro, e del suo comitato tecnico scientifico, negava. Grandi applausi e attestati di deferenza al buonsenso del premier, che – secondo i media sonnolenti – “finalmente chiarisce”. Chiarisce il caos creato dal premiato circo eterologo messo in piedi dal suo stesso governo, nei sette giorni in cui Draghi, evidentemente, dormiva.

Leggi anche: Ora il Governo deve tirare fuori i dati. È un nostro diritto. Su AstraZeneca e mix vaccinale non sappiamo nulla (di L. Telese)

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