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Home » Opinioni

Lettere. L’Italia non fa più figli? Altro che immigrati, abbiamo bisogno di ben altro

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Caro Direttore,

Ho letto il commento dal titolo “L’Italia si spopola? Non servono solo più figli ma più immigrazione”, a firma di Elisa Serafini. I dati si possono commentare in vario modo. Non certo con la favola che ci vogliono più immigrati.  Si nasce di meno per il disagio economico del nostro paese, per il fatto che la donna che lavora porta in avanti l’età del concepimento dei figli e per il timore degli uomini di separazioni e divorzi che favoriscono da sempre la donna. Se non mutano le leggi, se non si toglie di mezzo il concetto assurdo del mantenimento del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, lo spopolamento continuerà.

Certo, gli immigrati che andiamo a prenderci sono tutti musulmani. Puoi star tranquillo che una donna musulmana partorirà decine di figli e sarà sempre sottomessa al marito, come le figlie, del resto, e non metterà mai il marito in difficoltà con separazioni e divorzi. A loro non importa nulla delle nostre leggi. Hanno la Sharia e la possibilità di ripudiare una o più mogli. L’islam è vincente rispetto al cristianesimo (indissolubilità del matrimonio a parte). In buona sintesi, non si tratta solo di divorzio breve o lungo. Ci vogliono leggi che non favoriscano separazioni e divorzi e che non mettano il marito a tappeto.

Immagina un matrimonio tra una giovane ed un operaio. Immagina che facciano tre figli. Immagina che la giovane si invaghisca di un altro uomo e che voglia separazione e divorzio. Immagina la sentenza e fammi sapere quanto rimarrà per vivere al povero operaio. E soprattutto quanti siano oggi coloro che siano disposti ad esporsi al rischio.

Lettera a firma di Antonio Carolei

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