Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 00:28
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Opinioni

Tutti a restituire la Legion d’Onore. Bene, ma l’Italia è ben peggio di Macron se non ferma la vendita delle armi all’Egitto

Immagine di copertina

Benissimo, Corrado Augias ha lasciato il segno restituendo la Legion d’Onore alla Francia dopo che l’Eliseo ha conferito il più alto riconoscimento del Paese al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Augias ha spiegato ieri di averlo fatto per rispetto di Giulio Regeni e per sottolineare la mancata collaborazione del governo egiziano alla ricerca della verità sull’omicidio, oltre alle continue violazioni dei diritti umani.

A ruota anche l’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati, l’ex ministra Giovanna Melandri e la giornalista Luciana Castellina hanno preso la stessa decisione per contestare Macron, che tra l’altro, da parte sua, ha tentato vanamente di tenere sotto traccia il conferimento facendo sparire foto e video della cerimonia in onore di al-Sisi.

Ha ragione Luciana Castellina quando scrive che la vicenda “costituisce un dolore per chi come me, e tanti italiani, si sente così legato alla Francia. È una brutta pagina della storia di questo Paese. Un gesto, aggiungo, stupefacente, che nessuno si sarebbe aspettato dalla Repubblica francese”.

Ora però forse sarebbe il caso di allargare lo sguardo e tornare dalle nostre parti, qui dove la procura di Roma ha svolto un enorme lavoro con quattro ufficiali dei servizi segreti egiziani verso il processo ma dove anche la politica non sembra ancora in grado di prendere posizioni forti.

Insomma, il problema non è Macron. “Conte, Di Maio, cosa state facendo per avere la verità?”, ha chiesto qualche giorno fa Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, che su ciò che si potrebbe fare per esercitare le giuste pressioni sul governo egiziano ha tracciato una strada netta: richiamare il nostro ambasciatore al Cairo, dichiarare l’Egitto paese non sicuro e fermare subito l’export di armi e i rapporti commerciali.

“La priorità è stata normalizzare i rapporti con il regime e curare gli interessi economici, militari e turistici”, ha detto in conferenza stampa il padre di Giulio, Claudio Regeni. La famiglia pretende “un sussulto di dignità da parte delle istituzioni, oltre le parole e le buone intenzioni”.

Il ministro Di Maio nell’ottobre 2019 aveva parlato di “conseguenze”, se non avesse ottenuto collaborazione alle indagini da parte dell’Egitto. Di collaborazione non ce n’è stata (lo scrive anche la procura): quali sono le “conseguenze”?

Lo scorso 30 novembre la procura della Repubblica egiziana ha annunciato di avere “temporaneamente” chiuso le indagini. Una fonte del governo egiziano che ha parlato al quotidiano Mada Masr ha detto lo scorso 11 dicembre: “L’Italia farà ciò che vuole, l’Egitto farà ciò che vuole, e intanto i due paesi rimarranno amici”. Forse il problema non è solo Macron, no?

Leggi anche: 1. La verità su Giulio Regeni è un diritto: l’Italia smetta subito di vendere armi all’Egitto (di Alessandro Di Battista) / 2. Armi, gas, diritti umani: il prezzo dell’indulgenza della Francia verso l’Egitto di al-Sisi

Ti potrebbe interessare
Opinioni / La pericolosa deriva degli ultras di Draghi: “Se cade Mario, vogliamo i militari”
Opinioni / I Giochi di Tokyo 2020 hanno segnato il trionfo definitivo del sexy sport (di C. Sabelli Fioretti)
Opinioni / Grazie Simone Biles per essere “crollata”: ci hai insegnato cos’è la vera forza
Ti potrebbe interessare
Opinioni / La pericolosa deriva degli ultras di Draghi: “Se cade Mario, vogliamo i militari”
Opinioni / I Giochi di Tokyo 2020 hanno segnato il trionfo definitivo del sexy sport (di C. Sabelli Fioretti)
Opinioni / Grazie Simone Biles per essere “crollata”: ci hai insegnato cos’è la vera forza
Opinioni / L'ultima sparata di Pillon: sopravvivere attaccati a un macchinario è "naturale" (di G. Cavalli)
Opinioni / Il piano Covid non c’è, le assunzioni neanche, rebus trasporti: il Governo dei Migliori si è dimenticato della scuola
Calcio / Lo sport più popolare al mondo è un pesce fuor d’acqua alle Olimpiadi
Cronaca / Altro che giovani sfaticati: il caso di Grafica Veneta dimostra che certi imprenditori cercano solo schiavi (di G. Cavalli)
Opinioni / Il tabù del potere e Draghi l’intoccabile: ci si indigna per chi lo critica ma si tace sui suoi errori politici (di L. Telese)
Opinioni / Morti suicidi il giorno della laurea: se l’Università insegna a competere e non ad essere felici
Opinioni / Sesso e pandemia: per scrivere un immaginario di relazioni meno divisivo ricominciamo a fare l’amore