Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:20
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Home » Opinioni

Diario dal fronte: la prima volta che ho incontrato i talebani

Immagine di copertina
Credit: Lorenzo Tugnoli

Lavoro in Afghanistan da oltre dieci anni ma prima del 2019 non avevo mai visto un combattente islamico ed è stata una sorpresa, anche per loro

Era il dicembre del 2019, Abdul Rahman aveva solo 20 anni e io per la prima volta incontravo un gruppo di talebani. Ormai andavo e venivo dallAfghanistan per lavoro da quasi un decennio ma prima di allora non ero mai riuscito a vederli di persona. Lavoravo per il Washington Post e ci trovavamo nel distretto di Khogyani, nella provincia orientale di Nangarhar. Se oggi i talebani sono ovunque, allora era davvero raro parlare con loro, almeno per i giornalisti occidentali. Lincontro era stato organizzato dal quotidiano statunitense, in un momento in cui i negoziati di pace tra i talebani e gli Stati Uniti – da cui il governo di Kabul era stato escluso – erano in dirittura darrivo.

Un gruppo di combattenti accettò di incontrarci e ci consentì di passare unintera giornata nel territorio da loro controllato e appena riconquistato al sedicente Stato Islamico. Ricordo ancora la paura durante gli spostamenti in territorio talebano, dove i droni armati statunitensi potevano colpire i convogli dei miliziani da un momento allaltro. Gli stessi talebani erano diffidenti. Prima di lasciarci incontrare il loro comandante in un lontano covo tra le montagne ci fecero visitare una scuola e una clinica, dove operavano dipendenti pubblici ancora pagati dal governo di Kabul. Alliniziale diffidenza, subentrò poi la curiosità.

La maggior parte dei combattenti erano giovanissimi, alcuni avevano parenti in Europa e non notavo grandi differenze con i soldati dellesercito regolare. Erano sempre in movimento e si nascondevano dagli attacchi aerei. Poi tutto cambiò. La seconda volta che incontrai un gruppo di talebani, dopo la firma degli accordi con gli Usa voluti da Donald Trump, i miliziani vivevano pressoché alla luce del sole. Daltronde controllavano già quasi metà del Paese. La loro amministrazione ombra, che da sempre aveva contrastato il governo ufficiale, non temeva più di riunirsi in appositi uffici aperti al pubblico.

Lesercito regolare si limitava infatti a difendere le proprie postazioni e i droni colpivano le colonne talebane solo se queste attaccavano obiettivi governativi. La vita della popolazione invece, soprattutto nelle zone rurali, sembrava cambiare poco sotto luno o laltro regime. Il pericolo maggiore risiedeva negli spostamenti tra una zona e laltra controllata dai talebani o dal governo. Era la guerra a uccidere, mentre ora è la fame. Ai combattimenti si è sostituita la crisi economica, indotta dal congelamento internazionale dei fondi statali e alla paralisi delle banche, che hanno razionato i contanti a disposizione dei correntisti. E con linverno, la situazione peggiorerà.
Continua a leggere l’articolo sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui

Ti potrebbe interessare
Opinioni / Incontra i leader di partito, coltiva la sua autocandidatura e sceglie il suo successore: Draghi disposto a tutto per il Quirinale
Opinioni / Casellati, Casini e Draghi: ecco quali sono i nomi sui quali stanno ragionando i partiti in queste ore
Opinioni / Con il voto per il Quirinale non si decide solo il Presidente della Repubblica, ma il futuro del Governo
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Incontra i leader di partito, coltiva la sua autocandidatura e sceglie il suo successore: Draghi disposto a tutto per il Quirinale
Opinioni / Casellati, Casini e Draghi: ecco quali sono i nomi sui quali stanno ragionando i partiti in queste ore
Opinioni / Con il voto per il Quirinale non si decide solo il Presidente della Repubblica, ma il futuro del Governo
Opinioni / Le donne di Kabul sfidano i talebani: “Adesso diamo voce a chi tace” (di W. Samadi)
Opinioni / Il miracolo di Draghi? Essere riuscito a far resuscitare Berlusconi
Opinioni / Non ci resta che un capolavoro politico (di G. Gambino)
Opinioni / 102 miliardari nel mondo chiedono di essere tassati per colmare le disuguaglianze. In Italia la patrimoniale scatena l’ira degli ultra-liberisti (di G. Cavalli)
Opinioni / Indiscreto: l’inciampo giudiziario di Beppe Grillo è un problema anche per Draghi
Opinioni / ’78, la Renault rossa era a via Caetani. Ma era come se fosse stata piazzata davanti al Quirinale
Opinioni / Il Quirinale e Draghi: nonno al servizio delle istituzioni o “nonnismo istituzionale”? (di A. Di Battista)