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Home » Opinioni

Facebook non ha censurato CasaPound, ha punito chi viola le regole. Come dovrebbero fare i tribunali italiani

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Più che nuove leggi forse sarebbe il caso di fare rispettare quelle che ci sono e che troppo spesso sembrano inapplicate (per indolenza se non addirittura per volontà politica)

Casapound: Facebook non ha censurato, ha punito chi viola le regole

Basterebbe poco ai tanti commentatori che in queste ore si stanno strappando i capelli in nome di una presunta violazione della libertà da parte di Facebook, che ha deciso di chiudere le pagine di Casapound e Forza Nuova sulle sue piattaforme (Facebook, appunto, e Instagram che è sempre della società statunitense), per rendersi conto delle straordinarie baggianate che si leggono sui giornali e in rete.

Leggete la policy dei due social, quell’elenco di regolette che nessuno guarda e che contiene i limiti di utilizzo delle piattaforme. Che qualcuno decida di usufruire dei servizi di una società privata (che piaccia o no quando si parla di Facebook si parla di questo) implica necessariamente che accetti le regole di utilizzo, come accade sui social ma come accade anche in una piscina, in un ristorante, in un campo da tennis o su un bagno lungo la spiaggia.

Niente a che vedere con i complotti plutomassonici e comunisti che goffamente si cerca di citare in queste ore per dare alle due compagini politiche una legittimità che è negata innanzitutto dalla legge italiana e dalla nostra Costituzione ben prima che dal colosso Usa.

Casapound: Facebook ha fatto quello che dovrebbero fare i tribunali italiani

Forse sarebbe più interessante capire perché sia intervenuta Facebook prima di un tribunale italiano, questa sarebbe una domanda opportuna da farsi.

Anche perché ogni volta che accade che qualcuno venga silenziato sui social si alza un vociare confuso sulla rete come “luogo di tutto il male”, come se ieri non avessimo visto in piazza a Roma la violenza dei simboli e dei gesti che si rifacevano al fascismo e come se non fosse successo che in ogni angolo di ogni nostra città si scorgano atteggiamenti (verbali e non) di inaudita violenza che non sarebbero legali secondo il nostro codice penale.

Le leggi in Italia esistono già per punire chi fomenta l’odio e chi propaga violenza: il tema vero è che i social (come, sia chiaro, altri luoghi impuniti come può essere ad esempio uno stadio) sono un ricettacolo di persone che si sentono libere di assumere atteggiamenti che contravvengono le nostre leggi e che troppo spesso rimangono impuniti.

Più che nuove leggi forse sarebbe il caso di fare rispettare quelle che ci sono e che troppo spesso sembrano inapplicate (per indolenza se non addirittura per volontà politica).

Uno stronzo è uno stronzo su Facebook come al bar. Facebook se n’è accorta. Attendiamo con ansia che qualcuno se ne accorga anche al bar.

Casapound oscurata sui social. Facebook Italia a TPI: “Abbiamo bannato il fascismo”
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