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“Ti ho tradito ma l’ho fatto per beneficenza”: l’industria italiana delle scuse impossibili

Immagine di copertina
Credit: Pixabay

Futili tentativi di prendere in giro un'attualità che ci riesce benissimo da sola

– Sei uno stronzo!
– Cosa?
– Uno stronzo!
– Che succede?
– Succede che ho guardato nel tuo cellulare, merda umana!

– Ascolta…
– Tu ti scopi un’altra!
– Posso spiegare…
– Cosa? Cosa puoi spiegare? Le chat porno? Le foto che vi mandate? Mi fai schifo!
– Non fare così, dai…

– Non fare così?! Ma tu non hai capito che io adesso prendo e me ne vado!
– No, ti prego! C’è stato un errore!
– Hai pure il coraggio di negare, fango d’uomo! Ti risparmio la fatica, ho letto tutto! Ho le prove! Perché sei così stupido da non prenderti neanche la briga di nasconderle!
– Se ti calmi un secondo e mi fai spiegare…

– Tu sei andato a letto con un’altra!
– Sì.
– Ah, lo ammetti pure?!
– Vuoi sapere perché l’ho fatto?
– Sentiamo.
– L’ho fatto per beneficenza.

– Cosa?
– È vero, sono andato a letto con quest’altra donna, ma l’ho fatto solo per beneficenza.
– Davvero?
– Sì.
– Oddio che vergogna, ti sarò sembrata una matta. Ma perché non me l’hai detto subito?
– Non mi piace vantarmi della beneficenza.
– Oh, amore mio.

Salve a tutti, noi dei laboratori Visage du Cul da anni che ci adoperiamo affinché mentitori, ipocriti o semplici teste di cazzo possano usufruire di quello che ormai è diventato il primo prodotto Made in Italy: la scusa. L’avventura comincia vent’anni fa, quando un uomo beccato con le mani nella marmellata dice per la prima volta ad alta voce le fatidiche parole: mi hanno frainteso. Da quel momento nasce la linea Malentendu, una serie di creme rassodanti per guance e natiche. Malentendu, per la prima volta, offriva una doppia opportunità: da una parte giustificarsi senza chiedere scusa, e dall’altra scaricare la responsabilità sull’ascoltatore. Non sono io che ho fatto una cazzata, sei tu che non capisci una minchia di niente.

Inutile dire che fu un successo straordinario e diventò presto il prodotto di punta per cavarsi dagli impicci. Ma i nostri laboratoire non si sono certo fermati lì. Capendo l’importanza della giustificazione nella vita dell’italiano, i nostri esperti si sono dati da fare per confezionare quella che da molti è stata considerata l’evoluzione del “mi hanno frainteso”. Così nasce il popolare “l’hanno fatto a mia insaputa” e la prestigiosa linea Je ne Savais Pas.

Avvocati, commercialisti, posatori ed elettricisti, chiunque vi abbia fatto fattura nell’ultimo anno fiscale può aver tramato scespirianamente alle vostre spalle per intestarvi case al mare, macchine sportive o segugi di razza. In un mondo brutto dove basta distrarsi un attimo per ricevere in regalo un immobile, siate merde fino in fondo, dite anche voi Je ne Savais Pas.

La nostra ricerca non era ancora terminata. Col tempo i nostri clienti si sono rivelati sempre più esigenti. Non si accontentavano più solo di giustificarsi, di farlo senza chiedere scusa o di scaricare la colpa su altri, volevano farlo uscendone migliori. Abbiamo accettato la sfida del mercato e così è nato il nostro ultimo prodotto, un grande successo. Dopo anni di ricerche, studi e trapianti di pelo sullo stomaco, arriva per voi Bienfaisance, Beneficenza.

Con Beneficenza abbiamo toccato l’apice della ricerca nel settore delle giustificazioni con un prodotto in grado di realizzare l’impossibile: farti applaudire dalle persone che stai fottendo. Perché, diciamocelo, non c’è niente di più fastidioso che assumersi le proprie responsabilità. Con questo caldo, poi. Bienfaisance, perché tu vali. Almeno 600 euro.*

*Nota bene, i prodotti Visage du Cul potrebbero non funzionare sotto un certo reddito, carica istituzionale o numero di follower su Facebook. Effetti collaterali comprendono sbugiardamenti pubblici, allucinazioni, manie di persecuzione, mutismo. Tenere lontano dalla portata di Salvini.

Leggi anche: 1. La deputata Lega che ha chiesto il bonus Inps a marzo lo definiva “un’elemosina da 600 euro” | VIDEO / 2. Bonus Inps, il leghista Dara si difende: “Non sapevo nulla, i 600 euro chiesti da mia madre” / 3. Bonus Inps, il leghista Bocci e quelli che “è sempre colpa dei commercialisti” (di Selvaggia Lucarelli)

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