In difesa della ministra Azzolina: le polemiche sui banchi non hanno senso

Di Gianluca Daluiso
Pubblicato il 27 Lug. 2020 alle 20:41
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Immagine di copertina
Illustrazione di Emanuele Fucecchi

È veramente desolante la disinformazione che sta circolando su questo tema in questi giorni. Penso che grande parte della responsabilità però sia dovuta alla mancanza dello svolgimento dei campionati europei di calcio di questa estate. Al posto di avere a quest’ora 60 milioni di allenatori di calcio che commentano con disprezzo le scelte secondo loro sbagliate del ct italiano di turno, abbiamo 60 milioni di ministri dell’Istruzione: politici, giornalisti, leoni social da tastiera che commentano indignati questa scellerata proposta di avere dei banchi che possono essere utili per una didattica innovativa (quelli con le rotelle per intenderci).

Proviamo però a partire dall’inizio per provare a capire da dove deriva tutta questa discussione e disinformazione. Il comitato tecnico scientifico qualche settimana fa ha chiesto di rinnovare l’arredamento delle scuole d’Italia perché, per garantire un giusto distanziamento tra i ragazzi a scuola (il famoso metro di distanza da bocca a bocca), sono necessari dei banchi monoposto nelle scuole visto che i banchi doppi non garantiscono una giusta distanza di sicurezza. Quindi la ministra dell’Istruzione cosa fa? Invece di fare imposizioni dall’alto, o dire alle scuole “arrangiatevi, comprateli da soli”, chiede ad ogni dirigente scolastico che tipologia di banco può essere più utile per la sua scuola scegliendo tra banchi che possono permettere una didattica innovativa (solo per studenti dai 14 anni in su) e i classici banchi tradizionali.

Le arrivano 2,4 milioni di richieste di nuovi banchi monoposto, che fa capire subito quanto fosse necessario un rinnovamento degli arredi scolastici visto che c’erano scuole che non cambiavano i banchi da 20/30 anni. E qui iniziano ad arrivare le prime critiche. Giornalisti, politici e leoni social da tastiera che l’attaccano per questa scellerata possibilità: “Pazzesco! L’Azzolina vuole dare ai nostri figli un banco con le rotelle!”. Gridano indignati allo scandalo senza sapere però che quella tipologia di banco è già usato da anni nelle scuole più all’avanguardia d’Italia e d’Europa.

Lo stesso Piero Angela, in una puntata di Superquark di qualche anno fa, ne ha parlato in un servizio facendo vedere il loro utilizzo in una delle scuole più innovative d’Italia. Infatti chi è intelligente, e di avanguardie europee ne sa qualcosa, ha accolto di buon occhio la proposta di poter acquistare questa tipologia di banco. Vedi mai che per una volta possiamo competere con le migliori scuole d’Europa, invece di essere sempre dipinti come fanalini di coda nel continente.

Ma ormai il movimento di indignazione sul tema è inarrestabile, avendo capito di aver fatto una figuraccia sull’argomento didattica innovativa, ci provano con la questione economica: “Che vergogna! L’azzolina vuole comprare dei banchi che costano 300 euro l’uno!!!”. E anche qui un’altra figuraccia. Tant’è che un po’ di persone di buon senso fanno notare a questi pseudo intellettuali e propagandisti politici che nessuno ha mai detto che costeranno 300 euro l’uno. È una notizia totalmente inventata.

C’è una gara europea in corso e quando si chiuderà (il 30 luglio) si scoprirà qual è il costo per ogni banco. Allora i nostri irriducibili ci provano ancora sul tema economico, ma al contrario: “Ma come si fa? L’azzolina vuole comprare i banchi a 300 euro quando su Alibaba costano 30 euro”. Niente, non ce la possono proprio fare. Dopo pochi minuti ci pensa il sito specializzato in fake news, bufale.net, a smentire la notizia che su Alibaba costano 30 euro. Chissà se capiranno, prima o poi, che appena si chiuderà la gara europea si saprà il costo effettivo dei banchi e che a decidere il prezzo non è né il ministro dell’istruzione né i social, ma semplicemente il mercato.

Ma, si sa, la speranza è l’ultima a morire. E allora i nostri aficionados ci riprovano con un’altra fake news: “Ma com’è possibile spendere cosi tanti soldi solo nei banchi? Non si potevano usare i soldi anche per altro?”. E così, con grande pazienza, chi legge e si informa prima di parlare prova a spiegare al movimento degli indignati che da gennaio ad oggi sono stati investiti 6 miliardi in più nella scuola e che vengono utilizzati ovviamente non solo per i banchi, ma anche per l’assunzione di più personale, interventi di edilizia scolastica, e maggiori risorse per i fabbisogni delle scuole (carta igienica, disinfettanti ecc).

Visto che con tutte le altre obiezioni hanno rimediato solo figuracce, i nostri irriducibili provano a tirare fuori l’asso dalla manica con la carta della tempistica: “Non si riusciranno mai ad avere 2,4 milioni di banchi per settembre! L’associazione di chi produce e distribuisce arredi per la scuola dice che questa quantità di banchi la producono di solito in 5 anni!! Azzolina dimettiti”. Ma anche su questo si sbagliano.

Peggio di un orologio rotto (che almeno lui due volte al giorno segna l’ora esatta) il movimento degli indignati non riesce a dire una cosa esatta manco per sbaglio. Anche un ragazzo di 11 anni sa che l’offerta va in base alla domanda. Quindi si producono banchi in base circa alla quantità che il mercato richiede. Se negli anni passati non c’era richiesta, perché le scuole non avevano abbastanza fondi per rinnovare il proprio arredo scolastico, ovvio che le aziende hanno prodotto solo quella quantità.

Stesso discorso che è successo per i ventilatori per i reparti rianimazione degli ospedali durante il lockdown. Sono stati prodotti una quantità di ventilatori in 2 mesi che solitamente si producevano in 30 anni. E’ la legge della domanda e dell’offerta.

Poi, certo, sicuramente i tempi sono stretti per la produzione e consegna dei banchi, ma è il motivo per il quale si è deciso di procedere con una gara europea dove possono partecipare molte aziende, mica solo una. E allora hanno continuato a dire che questi banchi non vanno bene per i ragazzi mancini. Lo so, fa ridere pensare che qualcuno possa aver detto questa cosa qui, ma è vero. Ci sono stati veramente tanti indignati al grido: “Non vanno bene questi banchi per chi scrive con la sinistra”. Quando ovviamente anche un bambino sa che il tavolino è possibile spostarlo dal lato opposto per essere utilizzato dai mancini.

Poi hanno posto il problema degli studenti disabili (ovvio che chi ha una disabilità avrà un arredo che possa essere funzionale alle sue esigenze). E ancora: “Ehhh ma il piano è troppo piccolo, va bene solo per chi fa didattica con i tablet”. A parte che non è vero, ma comunque sia l’acquisto non è generalizzato per tutte le scuole d’Italia da parte del ministero.

Ogni dirigente scolastico ha scelto il quantitativo di banchi e la tipologia che può essere utile per la sua scuola, per il suo tipo di didattica. L’acquisto è stato centralizzato, ma le richieste sono specifiche di ogni scuola d’Italia. Tant’è che su 2,4 milioni di richieste, solo 400 mila sono per la tipologia di banco di tipo innovativo (con le rotelle). Perché le scuole non sono tutti uguali. Ognuna ha delle esigenze diverse.

Insomma tutte queste lamentele e polemiche sull’argomento farebbero ridere, se non ci fosse da piangere. Perché è pazzesco che ci sia stata una maggiore ondata di indignazione ora che si stanno investendo soldi nella scuola per innovarla e rinnovarla di quando negli ultimi 20 anni si sono tagliate risorse. Ma, si sa, l’italiano medio è cosi. L’importante non è capire se una cosa è giusta o sbagliata prima di commentarla, l’importante è lamentarsi.

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