Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 06:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Strage di Ustica: cosa successe il 27 giugno 1980. Le vittime e i sopravvissuti

Immagine di copertina
Credit: Wiki

Il 27 giugno 1980 un aereo civile precipitò a largo dell'isola di Ustica, causando la morte di tutte le 81 persone a bordo

Strage di Ustica: cosa sappiamo

Il 27 giugno 1980 il volo Itavia IH870 precipitò a largo dell’isola di Ustica, in Sicilia. Nella tragedia morirono tutte le 81 persone che si trovavano a bordo dell’aereo.  L’isola di Ustica si trova nel mar Tirreno, distante 67 chilometri a nordovest dalla città di Palermo, della cui provincia fa parte.

Cosa è successo a Ustica nel 1980? La verità sulla strage e le nuove rivelazioni

I FATTI

– 27 Giugno 1980. L’aereo DC-9 Itavia IH870 in volo da Bologna a Palermo parte alle 20:08, con 113 minuti di ritardo. A bordo ci sono 81 persone tra passeggeri ed equipaggio.

– Tra le 20:59 e le 21:04, i radar e le torri di controllo perdono il contatto con il volo. Solo alle prime luci dell’alba, dopo imponenti ricerche, vengono ritrovati alcune decine di miglia a nord dell’isola di Ustica i primi resti dell’aereo: tutti le persone a bordo dell’aereo sono morte.

LE IPOTESI SULL’INCIDENTE

Cosa ha causato la caduta del DC-9? In assenza di prove, furono immediatamente formulate diverse ipotesi: un cedimento strutturale del velivolo; una bomba a bordo; una collisione con un aereo militare; un abbattimento causato da un missile aria-aria, un tipo di missile fatto apposta per colpire mezzo aereo attraverso un altro mezzo aereo.

LA TEORIA DEL MISSILE

– Questa teoria, solo oggi ritenuta ufficialmente veritiera dalla recente sentenza della corte d’appello di Palermo, non ha avuto riscontri dagli enti militari almeno fino ai primi anni Novanta, anche perché sul relitto non furono trovati residui direttamente riconducibili a una collisione con un missile, ma solo tracce di esplosivo.

La teoria che il DC-9 Itavia IH870 fosse stato colpito da un missile si fonda principalmente sul fatto che nell’area tirrenica, in quegli anni, si sarebbe concentrata un’intensa attività dell’aeronautica militare da parte di diverse nazioni, fatto che ha avuto notevoli conferme.

– A supporto di questa teoria vi sarebbero i tracciati dei movimenti aerei rilevati dai radar, anche se altri strumenti di monitoraggio non hanno rilevato nella stessa area geografica una simile attività. Attività che, stando alle ricostruzioni degli inquirenti, avrebbe visto un notevole inquinamento delle indagini a riguardo.

LA TEORIA DELLA BOMBA

– Il giorno successivo al disastro aereo, una telefonata al quotidiano italiano Il Corriere della Sera a nome dei Nuclei Armati Rivoluzionari (Nar) annunciò che il gruppo terrorista neofascista aveva fatto esplodere l’aereo con una bomba piazzata in un gabinetto del velivolo.

– La possibilità venne però rapidamente scartata: il gabinetto dell’aereo era infatti rimasto in gran parte intatto, e inoltre venne fatto notare che sarebbe stato difficile far esplodere in volo con una bomba un aereo partito con quasi due ore di ritardo e la cui permanenza in aria sarebbe durata meno di un’ora.

PERCHÉ POTEVANO ESSERCI AEREI MILITARI

L’abbattimento del volo da parte di un aereo militare – un episodio da simil-scenario bellico – non è un fatto apparentemente motivato in una rotta destinata agli aerei civili in un Paese non in guerra come era l’Italia nel 1980.

– Tuttavia, in quegli anni, una guerra non pubblicamente o ufficialmente dichiarata – simile e collegata alla guerra fredda – era in corso. I protagonisti erano l’Italia, Malta, la Libia, la Francia e gli Stati Uniti, per citarne alcuni.

– Al centro di essa: il controllo dei giacimenti petroliferi del Mediterraneo, la sfera d’influenza di Malta, che si era allontanata dagli Stati Uniti e dal Regno Unito, per tenere una posizione di neutralità, avvicinandosi inizialmente alla Libia, guidata all’epoca dal Colonnello Gheddafi, e dopo contrasti con quest’ultima all’Italia, che nei primi anni Ottanta svolgeva a tutti gli effetti un ruolo di potenza regionale nell’area del Mediterraneo.

– Oltre a queste ragioni, va tenuto conto che l’area del Tirreno meridionale era usata dalla Nato per esercitazioni militari, e che in quegli anni numerosi aerei da combattimento libici vìolarono lo spazio aereo italiano per spostarsi da alcune basi situate in Jugoslavia dove ricevevano ordinaria manutenzione.

IL CACCIA LIBICO ABBATTUTO

– In questo scenario, sappiamo per certo che si verificarono scontri armati nei cieli e nei mari di quell’area geografica: pochi giorni dopo l’episodio di Ustica, ad esempio, fu ritrovato nei monti della Sila, in Calabria, un caccia libico abbattuto.

– Non a caso, nel 2013 la Francia ha dichiarato che aveva due portaerei schierate nel Mediterraneo la notte della strage di Ustica, che nel 1980 partecipavano in una missione di squadra insieme alla portaerei statunitense USS Saratoga.

– A conoscenza di questo scenario, l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga dichiarò che ad abbattere l’aereo era stato un missile aria-aria a risonanza francese volto a colpire un aereo libico con a bordo il dittatore Gheddafi.

Leggi anche: Il virus riscrive l’autobiografia della nazione (di Marco Revelli)

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Procedimento disciplinare per la docente che invitò Francesca Albanese a un webinar
Cronaca / Crampi e dissenteria dopo la cena al ristorante messicano
Cronaca / Gruppo FS: nel primo trimestre in calo del 57% le aggressioni al personale di Trenitalia
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Procedimento disciplinare per la docente che invitò Francesca Albanese a un webinar
Cronaca / Crampi e dissenteria dopo la cena al ristorante messicano
Cronaca / Gruppo FS: nel primo trimestre in calo del 57% le aggressioni al personale di Trenitalia
Cronaca / Garlasco, per la Procura Stasi non era sulla scena del delitto. E spuntano gli audio citati da Bruzzone
Cronaca / Oltre il visibile: il gemello digitale di San Pietro
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / RFI (Gruppo Fs): avanzano i lavori del passante AV di Firenze
Cronaca / Spuntano i primi nomi dei calciatori nelle carte dell’inchiesta sulle escort a Milano
Cronaca / Madre si getta dal balcone insieme ai tre figli a Catanzaro: muore con i due bambini, la terza è grave
Cronaca / Il naufragio del Lago Maggiore: le rivelazioni del Mossad sulla morte degli 007 italiani e israeliani cambiano tutto