Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:44
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » News

Un secchiello, una barchetta di carta e foglietti con i nomi dei propri cari: come spiegare ai bambini i naufragi dei migranti

Immagine di copertina

L’esperimento a scuola di questo prof non serve soltanto a fare capire quello che i migranti provano sulla propria pelle quando tentano la traversata in mare per arrivare sull’altra sponda del Mediterraneo. La sponda “giusta”, quella su cui abbiamo avuto la fortuna di nascere. L’esperimento scolastico di questo professore insegna l’empatia, più di quanto non possa fare la conoscenza della storia.

Ed è proprio da questo punto che è partito Enrico Galiano, insegnante della scuola media di Pordenone. “Domenica è la Giornata della Memoria”, scrive in un post su Facebook il prof “e sinceramente a me di parlare solo di Shoah non mi va più. Perché per pensare che il passato si stia ripetendo identico bisogna essere un po’ miopi. Ma per non vedere pezzi di quel passato nel nostro presente, bisogna essere proprio ciechi”.

L’orrore del genocidio nazifascista nei campi di sterminio è un fatto che deve essere raccontato e che tutti noi abbiamo il dovere di spiegare ai più piccoli per far sì che non si ripetano più brutalità di questo tipo.

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha parlato in occasione della commemorazione del Giorno della memoria, ha voluto sottolineare che: “Il male rappresentato da Auschwitz e dalla Shoah è pronto a risvegliarsi, come un virus micidiale”. Parole dure quelle del presidente che vogliono mettere in guardia gli italiani dal pericolo dell’indifferenza. “Quel male alberga nascosto, come un virus micidiale, nei bassifondi della società, nelle pieghe occulte di ideologie, nel buio accecante degli stereotipi e dei pregiudizi. Pronto a risvegliarsi, a colpire, a contagiare, a distruggere, appena se ne ripresentino le condizioni”.

Anche il prof Galiano, scrittore, docente a Pravisdomini in provincia di Pordenone, ha voluto mettere in guardia i suoi alunni, ma in un modo tutto suo. “Domani venite a scuola con una bottiglietta d’acqua vuota”, ha detto ai suoi studenti. E il giorno dopo si è presentato con un secchio.

Nessun esperimento di scienze. Quello che aveva in mente Enrico Galiano era piuttosto un esperimento di empatia. Esperimento riuscito in classe tanto quanto sui social. In poche ore, infatti, il post del professore ha totalizzato oltre 20mila like e più di 13mila condivisioni.

“Ho detto ai ragazzi di sedersi in cerchio. Ho dato a ciascuno di loro un piccolo foglio di carta. Gli ho detto: “Adesso pensate alla persona a cui volete più bene al mondo. Poi disegnate un omino stilizzato e vicino ci scrivete il suo nome”.

“E dopo ho chiesto loro di riempire la bottiglietta, di versarla nel secchio e di tornare a sedersi”, continua nel post su Facebook il prof.

“Davanti ai loro occhi ho fatto una grande barca di carta, e gli ho detto di metterci ciascuno il proprio foglietto sopra. Poi ho appoggiato la barca sulla superficie dell’acqua. Infine ho iniziato a far vacillare il secchio, fino a che la barchetta non si è ribaltata, facendo cadere giù tutti i foglietti. Tutti quei nomi, quegli omini, giù in fondo al secchio. C’era chi aveva messo il papà, chi la migliore amica, chi il cuginetto di un anno. Si è creato un silenzio incredibile. Più di un minuto senza che nessuno fiatasse”.

“E allora ho raccontato loro del naufragio del 18 aprile 2015, in cui nel Canale di Sicilia sono morte più di mille persone, tante quasi come nel Titanic. La loro barca, un peschereccio fatiscente che di persone ne poteva contenere al massimo duecento. E ho raccontato loro di una di quelle: un bambino più piccolo di loro, originario del Mali, che è stato ritrovato con la pagella cucita sulla giacca“.

Il post su Facebook del prof Enrico Galiano


Enrico Galiano e Matteo Salvini

Il professore Galiano a settembre 2018 aveva inviato una lettera al ministro dell’Interno Matteo Salvini in risposta a un tweet del vicepremier: “Egregio Signor Ministro, continueremo a fare politica in classe. Ma non quella urlata dei politici attuali, quella vera”.

Salvini aveva scritto sui social: “Per fortuna gli insegnanti che fanno politica in classe sono sempre meno, avanti futuro!”.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Per 11 giorni aggrappati al timone di una petroliera: tre migranti sopravvivono alla traversata dalla Nigeria alle Canarie
Esteri / Migranti, ancora tensioni Francia-Italia: “Roma apra i suoi porti alle Ong, altrimenti niente ricollocamenti”
Migranti / Francia, respinti 123 migranti fatti sbarcare dalla Ocean Viking dopo il rifiuto dell’Italia
Ti potrebbe interessare
Esteri / Per 11 giorni aggrappati al timone di una petroliera: tre migranti sopravvivono alla traversata dalla Nigeria alle Canarie
Esteri / Migranti, ancora tensioni Francia-Italia: “Roma apra i suoi porti alle Ong, altrimenti niente ricollocamenti”
Migranti / Francia, respinti 123 migranti fatti sbarcare dalla Ocean Viking dopo il rifiuto dell’Italia
Migranti / Migranti, Piantedosi: “Navi ong violano le leggi, legittimo considerare il loro passaggio non inoffensivo”
Migranti / Migranti, la Ocean Viking sbarcherà in Francia: “Caso eccezionale, scelta incomprensibile dell’Italia”
Migranti / Neonato di 20 giorni morto a largo di Lampedusa, la madre: “Volevo portarlo in Italia per farlo curare”
Migranti / Migranti, Meloni risponde alla Francia: “Rispettate tutte le regole. Bizzarra la scelta dei medici sugli sbarchi”
Cronaca / Migranti, dalla nave Geo Barents sbarcheranno tutti. Medici senza frontiere: “A bordo urla e pianti di gioia”
Migranti / Migranti, Piantedosi: “Sui diritti umani non accettiamo lezioni da nessuno”
Cronaca / Rapporto Migrantes, sempre più giovani all’estero: “L’Italia ristagna nelle sue fragilità”