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La rivolta degli arancini a Catania contro Salvini: solidarietà ai migranti bloccati sulla nave Diciotti

Lo scopo dell'iniziativa è quello di comunicare pubblicamente e civilmente il desiderio di un ‘porto aperto’ a Catania”, scrivono i promotori

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 24 Ago. 2018 alle 15:00 Aggiornato il 24 Ago. 2018 alle 15:11
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Immagine di copertina

La nave Diciotti è arrivata nel porto di Catania alle 23.30 di lunedì 20 agosto 2018 con a bordo 177 migranti soccorsi al largo di Lampedusa.

I profughi, secondo la linea adottata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, non potranno lasciare il pattugliatore della Guardia Costiera in attesa della ripartizione dei migranti soccorsi tra i paesi del’Unione europea.

Nella serata di mercoledì 22 agosto il Viminale ha dato il via libera allo sbarco sul molo di Levante del porto di Catania di 29 minori non accompagnati, da giorni a bordo della nave della Guardia Costiera.

Sul tema sono intervenuti anche i cittadini catanesi che in massa hanno accolto l’iniziativa “Portiamo 200 arancini alla Diciotti” promossa da artisti siciliani, come Silvio Laviano, Nellina Laganà e Giusy Marraro,  che vogliono portare arancini al porto perché “Catania accoglie”.

“Ecco mi piacerebbe che Noi Catanesi comprassimo subito 177 Arancini…(Facemu ducentu va’)- aveva scritto Silvio Laviano nel post su Facebook – e almeno 600 olivette di Sant’Agata e andassimo tutti insieme al Porto…ad Accogliere! Certo! Anche Arancini al burro, e anche qualche pasta di mandorla… Su Andiamo! Muvitivi…col cuore!”.

“Una semplice considerazione che ogni Catanese farebbe, di pancia, diretta e senza logiche di partito o analisi economiche/filosofiche, un pensiero di umanità e di moto attivo sociale e civicamente organico. Un desiderio che è stato raccolto velocemente ed emotivamente da Nellina Laganà, attrice e cara amica, e dalla sensibile Giusy Marraro, donne forti e molto attente al sociale”.

Sul social scrivono “Abbiamo pensato di vederci tutti il 22 agosto alle 20,30 al porto di Catania, all’ingresso principale, e portare un arancino, simbolo di accoglienza e accudimento. Per dimostrare in modo pacifico che Catania è una città accogliente e i Catanesi un popolo libero, aperto e disposto alla Cultura del Dialogo. Siamo coscienti che sarà impossibile condividere un ‘arancino’ con i migranti, ma si desidera ribadire, attraverso un simbolo catanese, l’accoglienza di una parte della comunità cittadina con lo scopo di comunicare pubblicamente e civilmente il desiderio di un ‘porto aperto’ a Catania”.

“Molti si chiederanno perché un arancino? Perché e’ simbolo di amicizia, di condivisione, di cibo da ‘viaggio’. In merito alla diffusione di questo prodotto nel mondo, si possono rintracciarne le origini nel fenomeno dell’ emigrazione di siciliani all’estero!”.

Qui tutti gli ultimi sviluppi sulla vicenda della nave Diciotti.

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