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Mentana: “Il giornalismo di oggi? Vecchi che scrivono per vecchi e su argomenti che interessano solo i vecchi”

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Credit: Getty Images

"Il problema vero è il futuro lavorativo dei giovani. E se ci pensate, il grande assente della manovra di cui si sta parlando tanto è proprio il futuro", ha detto il direttore del TgLa7 al Wired Next Fest

Enrico Mentana, direttore del TgLa7, ha parlato di giornalismo nell’ambito del Wired Next Fest di Firenze, in corso a Palazzo Vecchio dal 28 al 30 settembre.

“Vecchi che scrivono per vecchi di argomenti che interessano solo i vecchi”, ha detto Mentana sul giornalismo di oggi.

Il giornalista ha parlato anche del suo nuovo progetto editoriale, il cui nome non è ancora stato reso noto, ma anche di politica.

“Non voglio essere l’alternativa al reddito di cittadinanza”, ha scherzato il direttore, riguardo alla redazione che sta formando selezionando giovani giornalisti. “Ma se ci saranno utili, spero di poter assumere altri ragazzi. Gol (nome in codice al momento, acronimo di giornale online) sarà un’impresa a scopo sociale, non avrà scopo di lucro: l’utile sarà tutto reinvestito nel progetto”.

“Oggi è tutto anacronistico: lo sono i giornali, lo è il tg, che ha la stessa logica di una messa cantata”, ha spiegato Mentana. “Io ho un rapporto con i giovani solo grazie alle maratone. Perché? Perché è di moda, perché è un’esperienza che permette di fare una cosa insieme per un po’ di ore. Ma io sono contento così, se in questo modo si riavvicina il pubblico al lavoro giornalistico”.

Mentana vuole un giornale che parli ai ventenni: “Pensiamo al corridoio di un buon ateneo, ci sono ragazzi di 20-25 anni che chiacchierano tra una lezione e l’altra. Di cosa parlano? Della manovra, di Salvini e Di Maio? Forse per l’1 per cento del loro tempo”.

Il direttore è passato poi a parlare della politica e, in particolare, della nota di aggiornamento al Def approvata dal governo (qui tutti gli aggiornamenti).

“Il problema vero è il futuro lavorativo dei giovani. E se ci pensate, il grande assente della manovra di cui si sta parlando tanto è proprio il futuro”, ha detto Mentana.

Il noto giornalista ha commentato anche il fallimento della sinistra (“che non è solo in Italia: è una crisi globale”), l’accanimento contro le ong (“una vergogna”), e i flussi migratori: “I migranti”, ha evidenziato, “non sono tutti uguali. Nessuno si lamenta per filippini al parco o dei pakistani che quando piove ti vendono l’ombrello. Ma bastano tre persone di colore davanti alla stazione ed è emergenza sociale”.

Infine, incalzato dal direttore di Wired, Federico Ferrazza, Mentana è intervenuto sugli insulti del portavoce di Palazzo Chigi, Rocco Casalino, ai dipendenti del ministero delle Finanze.

“Faccio il giornalista dal 1970 e Casalino sta a mezza classifica quanto a capacità di offendere”, ha replicato Mentana. “Ha dalla sua o contro di lui, a seconda di come la pensiate, l’innovazione tecnologica. Non corriamo l’errore di pensare che quello che per noi è scorretto sia considerato così da tutti gli altri. Pensate a Trump: aveva tutta la stampa contro e ha vinto le elezioni americane. Il ditino alzato è il boomerang dei benpensanti”.

Leggi anche: Giannini, De Bortoli e Mentana: come giornalisti e intellettuali hanno commentato la “manovra del popolo”

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