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Home » News

Manovra, Austria e Olanda chiedono la procedura d’infrazione per l’Italia

Immagine di copertina
Il cancelliere austriaco Kurz e il ministro olandese Hoekstra

Dura anche la reazione della Commissione europea alla risposta del governo italiano ai rilievi mossi da Bruxelles sulla manovra finanziaria

Il 13 novembre 2018 il governo italiano ha risposto alla Commissione europea sul tema della manovra, confermando le stime di crescita e il rapporto deficit/Pil al 2,4 per cento nel 2019.

La risposta italiana è stata approvata dal Consiglio dei ministri nell’ultimo giorno utile per fornire la replica: adesso appare sempre più probabile l’avvio da parte della Commissione di una procedura di infrazione per deficit eccessivo a carico dell’Italia.

Il 14 novembre l’Austria ha dichiarato di essere pronta a sostenere una procedura d’infrazione contro il governo italiano.

“Più che mai dobbiamo pretendere disciplina da Roma, non si tratta solo di una questione italiana, ma di una questione europea”, sono state le parole del ministro delle Finanze di Vienna, Hartmut Loeger.

“L’Italia corre il rischio di scivolare verso uno scenario greco” e la Commissione Ue deve compiere dei passi disciplinari contro il governo italiano.

L’Austria non è stato l’unico paese a esprimersi a favore di una procedura d’infrazione per l’Italia.

Olanda e Ue – “È poco sorprendente ma molto deludente  il fatto che l’Italia non abbia rivisto il proprio bilancio”, ha dichiarato il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra. “Le finanze pubbliche dell’Italia sono fuori controllo e i piani del governo italiano non portano una robusta crescita economica”.

“Questo bilancio non soddisfa gli accordi che abbiamo stipulato in Europa. Ho grandi preoccupazioni al riguardo. Spetta ora alla Commissione europea prendere ulteriori provvedimenti”.

Anche la Commissione europea ha espresso le sue preoccupazioni sul comportamento tenuto dall’Italia.

“Quando si è nella famiglia dell’eurozona, bisogna rispettare regole che noi stessi ci siamo dati”, ha detto il vicepresidente della Commissione europea per il mercato digitale, Andrus Ansip.

“Fare debito con i soldi dei contribuenti non è un’idea intelligente. In Italia c’è un governo intelligente e spero che saranno in grado di trovare buone soluzioni per l’Unione europea e anche per gli italiani”.

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