Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:23
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Solo in America

Immagine di copertina

I Paesi in crisi evitano sempre shutdown. Gli Stati Uniti no. Ecco perchè

Gli Stati Uniti d’America sono una delle poche nazioni al mondo ad aver avuto uno “shutdown” di governo. Molte altre, nonostante crepe nel sistema, guerre civili, guerriglie urbane e forti disaccordi parlamentari, hanno sempre evitato un collasso o un congelamento delle attività di governo.

“Per la maggior parte del mondo, uno shutdown è una pessima notizia e il risultato di una rivoluzione, di un’invasione o di un disastro”, ha detto Anthony Zurcher della Bbc news, “mentre per gli Stati Uniti è frutto di un blackout tra le parti politiche, di un disaccordo alla radice che, a loro dire, è irrisolvibile, tanto da congelare tutto”.

“Il governo siriano ha continuato a pagare le bollette e gli stipendi dei lavoratori anche nel bel mezzo della sua guerra civile”, aggiunge Zurcher.

E la Siria non sembra essere la sola. “Il Pakistan e la Colombia hanno avuto guerre civili, crisi finanziarie e colpi di stato, ma mai queste hanno avuto come conseguenze uno shutdown di governo”, scrive Erik Voeten, professore della Georgetown University, sul Monkey cage blog del Washington Post.

In Belgio, le tensioni tra i Fiamminghi e i Valloni divennero così intense tra il 2010 e il 2011 che ci furono 589 giorni senza un governo, ma i bilanci continuarono a essere approvati, i lavoratori pagati e i servizi pubblici a funzionare.

Come riporta the Week, l’unica eccezione si ha in Australia: il Paese oceanico è l’unico ad aver avuto uno shutdown simile nel 1975, quando il governo vide i suoi fondi congelati a causa dei contrasti in Parlamento tra il partito laburista al governo, accusato di aver gestito male l’economia australiana duranti gli anni 70, e quello liberale, che godeva della maggioranza in Senato e riuscì a bloccare il programma di bilancio.

Dando un’occhiata alla storia statunitense, però, ritroviamo ben 18 shutdown governativi dal 1976 ad oggi. Nei primi sei, prima del 1980, anche se il Congresso non poté approvare immediatamente un bilancio, i dipendenti federali continuarono a lavorare normalmente in attesa di un disegno di legge con effetto retroattivo che avrebbe finanziato il divario tra le entrate e le spese. I successivi otto dell’era Reagan non durarono più di tre giorni ed è per questo che vennero considerati poca cosa, situazioni da risolvere in un solo weekend.

Ma a fronte di tanti episodi simili qualcuno si chiede perché in America questo succede e in altri Paesi no.

Le risposte possono essere delle più complesse e potrebbero soddisfare i curiosi attraverso le comparazioni più disparate di sistemi giuridici, ma essenzialmente si può dire che gli Stati Uniti sono l’unico Paese che può permettersi una crisi come questa. “Gli Stati Uniti possono farlo solo perchè siamo – ancora – così ricchi da avere un largo margine di inefficienza e di errore”, ha detto James Fallows al The Atlantic. “E’ un dato di fatto, shutdown costanti e lunghe emergenze di governo sono così distruttivi che nessun altro Paese serio può permetterseli”. A meno che non sia ricco come l’America.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Operazione “Ruggito del Leone”, Usa e Israele attaccano l’Iran: raid su tutto il Paese. Trump e Netanyahu invitano gli iraniani a ribellarsi al regime: “Non avranno mai il nucleare”. Esplosioni anche nello Stato ebraico. Teheran: “Risponderemo con forza”. Tajani: “Attaccata base Kuwait con 300 italiani. Nessun militare ferito”
Esteri / Il Pakistan dichiara “guerra aperta” ai talebani in Afghanistan
Esteri / Iran: al via a Ginevra il terzo round di negoziati con gli Usa. Ma resta lo spettro dell’escalation
Ti potrebbe interessare
Esteri / Operazione “Ruggito del Leone”, Usa e Israele attaccano l’Iran: raid su tutto il Paese. Trump e Netanyahu invitano gli iraniani a ribellarsi al regime: “Non avranno mai il nucleare”. Esplosioni anche nello Stato ebraico. Teheran: “Risponderemo con forza”. Tajani: “Attaccata base Kuwait con 300 italiani. Nessun militare ferito”
Esteri / Il Pakistan dichiara “guerra aperta” ai talebani in Afghanistan
Esteri / Iran: al via a Ginevra il terzo round di negoziati con gli Usa. Ma resta lo spettro dell’escalation
Esteri / Demarcazioni, il primo festival in Italia dedicato alla Geopolitica
Esteri / Il discorso più lungo di Donald Trump: “È l’età dell’oro: l’America è tornata più forte che mai”
Esteri / Quattro anni di guerra in Ucraina senza pace in vista: Kiev resiste, Mosca bombarda ma la diplomazia è ferma
Esteri / John Barron chiama in diretta tv, ma la voce sembra quella di Trump
Esteri / Dazi: ecco quanto rischiano di dover rimborsare gli Usa dopo la sentenza della Corte Suprema contro Trump
Esteri / La Corte Suprema Usa boccia i dazi voluti da Trump: "Sono illegali, non ha il potere di imporli"
Esteri / Una potenza di equilibro nell’ordine post-atlantico (di Giulio Gambino)