Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:31
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

I pro e i contro della Brexit – infografica

Immagine di copertina

Un'infografica riassume le ragioni del leave e del remain al referendum sulla Brexit del 23 giugno

Mancano solo due giorni al momento in cui i cittadini britannici dovranno decidere se rimanere all’interno dell’Unione Europea o uscire. Giovedì 23 giugno si terrà infatti il referendum consultivo sulla cosiddetta Brexit.

La campagna dell’uscita si è riunita intorno allo slogan “Vote leave”. Fanno parte di questo “fronte” l’ex sindaco di Londra Boris Johnson, alcuni membri del partito Tory, cinque membri del governo Cameron, il partito nazionalista Ukip di Nigel Farage (che però sta conducendo una campagna autonoma), alcuni deputati laburisti. La campagna ha ottenuto finora 2,78 milioni di sterline finora. 

“Britain stronger in Europe” è invece il nome della campagna a favore della permanenza del paese nell’Ue. I principali animatori sono il primo ministro David Cameron, 16 ministri del suo esecutivo, il cancelliere George Osborne, alcuni membri del partito conservatore, la maggior parte del partito laburista, lo Scottish national party, i Lib Dem e i Verdi. Anche a livello europeo e internazionale sono molti i leader che si sono schierati contro la Brexit, Barack Obama, Angela Merkel, Francois Hollande in primis e, naturalmente, i leader delle istituzioni europee. Anche molti scienziati si sono schierati contro la Brexit. A guidare la campagna è stato Stuart Rose, l’ex capo di Marks e Spencer. La campagna ha ottenuto in totale 6,88 milioni di sterline in donazioni.

I sostenitori della Brexit credono che lo sviluppo del Regno Unito sia frenato dall’Unione Europea, che impone troppe norme, specialmente a livello commerciale e di affari, senza avere nulla in cambio, o comunque troppo poco. Sostengono inoltre che sia necessario frenare la libera circolazione, uno dei capisaldi dell’Ue, per impedire a un numero sempre più crescente di persone di recarsi oltremanica per vivere o lavorare. 

I posti di lavoro, il commercio, la crescita economica, sono tutti aspetti che giovano della permanenza del Regno Unito nell’Ue, secondo i sostenitori del fronte del remain, che credono che lo status del paese verrebbe fortemente danneggiato dalla Brexit. Anche sotto il profilo della sicurezza sono in molti a sostenere che il Regno Unito sarebbe meno sicuro se si svincolasse dall’Europa. Il mondo dell’economia, delle banche e della finanza, che vede nella libera circolazione di persone, merci e capitali un vantaggio, si è ripetutamente schierato a favore della permanenza.

— LEGGI ANCHE: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SULLA BREXIT 

Le ragioni del leave e quelle del remain al referendum sulla Brexit riassunte in un’infografica: 

Ti potrebbe interessare
Esteri / Il filosofo Lorenzo Marsili a TPI: “Usa e Cina trattano da pari. L’Europa è sul menu”
Esteri / Il paradosso di Leone: se il primo Papa americano si oppone allo strapotere delle Big Tech
Esteri / Droni, IA, sensori, satelliti e armi autonome: l’arte della guerra algoritmica
Ti potrebbe interessare
Esteri / Il filosofo Lorenzo Marsili a TPI: “Usa e Cina trattano da pari. L’Europa è sul menu”
Esteri / Il paradosso di Leone: se il primo Papa americano si oppone allo strapotere delle Big Tech
Esteri / Droni, IA, sensori, satelliti e armi autonome: l’arte della guerra algoritmica
Esteri / Guerra in Iran, Trump annuncia l’accordo con Teheran: “Abbiamo vinto senza Ue”. Axios: “La firma forse a Ginevra”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Israele stanzierà un miliardo di shekel per le colonie in Cisgiordania
Esteri / Gli Usa bombardano l’Iran. La Repubblica islamica attacca le basi americane nella regione. Trump minaccia: “Stasera colpiremo molto duramente. In futuro prenderemo l'isola di Kharg”. Teheran "chiude" Hormuz "fino a nuovo avviso": "Cessate il fuoco privo di significato". Meloni: “Sosteniamo il negoziato, se possibile. Ma l’Ue dovrebbe essere pronta a nuove sanzioni”. Libano: oltre 3.700 morti dal 2 marzo. Raid di Israele vicino un ospedale a Tiro: 1 morto e 17 feriti
Esteri / Trump alza la posta con l’Iran: “Troppo tempo per un accordo. Ne pagheranno il prezzo”. Teheran: “Pronti a reagire a un attacco”
Esteri / A Belfast scoppia la protesta anti-migranti: edifici e veicoli in fiamme
Esteri / Israele, il Likud fuga i dubbi di Trump: “Benjamin Netanyahu si ricandiderà”