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Home » Esteri

La censura del porno britannico

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Un provvedimento del governo impone nuove restrizioni sulle pratiche sessuali permesse nei film a luci rosse

Il governo britannico ha introdotto una nuova lista di restrizioni che limitano i contenuti che possono essere filmati e diffusi dai produttori di materiale pornografico online, e alcune di queste sembrano prendere di mira il piacere sessuale femminile.

Alcune delle pratiche che vengono di fatto bandite e che quindi non potranno essere messe in atto sui set dei film a luci rosse includono: abusi verbali e fisici, tra cui sculacciate e fustigazioni, anche se consenzienti; strangolamenti; penetrazioni mediante oggetti “associati con la violenza”; giochi di ruolo che simulano rapporti sessuali con minori o persone contro la loro volontà; fisting; face-sitting; eiaculazione femminile.

Il provvedimento, noto come Audiovisual Media Services Regulations 2014, prevede che a partire da lunedì primo dicembre i produttori di pornografia online si adeguino alle stesse regole che vengono imposte al materiale hard diffuso attraverso dvd e sex shop.

Secondo il Dipartimento per la cultura, i media e lo sport britannico queste nuove misure hanno l’obiettivo di tutelare i minori, riducendo la possibilità che questi ultimi entrino in possesso di materiale considerato “dannoso”.

Inoltre, secondo il governo, alcune delle pratiche bandite – come lo strangolamento – mettono a rischio la vita delle persone.

Tuttavia, l’Audiovisual Media Services Regulations 2014 è stato duramente criticato per i dubbi criteri con i quali alcune pratiche sessuali sono state messe al bando dai set pornografici.

La regista di film erotici Erika Lust ha scritto un editoriale sul quotidiano The Independent in cui condanna duramente il provvedimento, che secondo lei rappresenta una serie di scelte del tutto arbitrarie da parte del governo britannico.

“Siamo nel 2014, e dobbiamo accettare il fatto che la sessualità faccia parte della natura umana, indipendentemente dal fatto che venga espressa attraverso ‘sesso ordinario’ o con fantasie più selvagge”.

Lust si dichiara particolarmente preoccupata dal fatto che le pratiche bandite “sono legate ad atti dai quali le donne derivano piacere, come l’eiaculazione femminile” e che quindi rafforzano il predominio maschile in un’industria tradizionalmente dominata dagli uomini come quella pornografica.

È della stessa opinione Itziar Bilbao Urrutia, dominatrix e produttrice di film pornografici. “La nuova legislazione è assurda e surreale”, sostiene la donna. “Perchè proibire il facesitting? Cosa c’è di così pericoloso in questa pratica? È un’attività del tutto innocua che oltretutto spesso viene svolta dalle dominatrici completamente vestite. Il suo potere è simbolico: la donna sta sopra l’uomo, irraggiungibile”. 

Ma non sono soltanto le donne ad aver espresso dure critiche contro il nuovo provvedimento.

Secondo Jerry Barnett, attivista del movimento contro la censura Sex and Censorship “Non sembra esserci alcuna spiegazione razionale dietro alle restrizioni. Sono semplicemente una lista di giudizi morali compilati da un gruppo di persone che da sempre cerca di impedire alla popolazione inglese di guardare materiale pornografico”.

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