Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:43
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Mosul: Cronache dal fronte

Immagine di copertina

Il diario di Amedeo Ricucci su TPI, che racconta l’offensiva per cacciare l’Isis da Mosul e Raqqa

La prima lezione la imparo dal linguaggio dei segni, assai più eloquenti delle parole. Noto infatti che c’è sempre un tripudio di folla ad accogliere l’ingresso dei soldati iracheni nei villaggi della periferia e nei quartieri di Mosul che in questi giorni, uno dopo l’altro, vengono strappati all’Isis. Ma dietro le strette di mano e gli abbracci cordiali si percepisce una profonda, reciproca diffidenza: fatta di mezze parole e sguardi un po’ obliqui.

La verità è che gli abitanti di questi stessi villaggi, due anni fa, accolsero come liberatori anche i miliziani dell’Isis, sunniti come loro. Lo sanno tutti. E il sontuoso banchetto che viene offerto ai liberatori di oggi – montone, quintali di montone, tutti a terra sulle stuoie, i soldati di fronte ai civili – è solo uno spettacolo messo in scena per noi giornalisti, coi sorrisi di circostanza che in realtà celano a fatica le preoccupazioni per un futuro su cui gravano molte, troppe ombre.

Se ci si sottrae infatti alla grancassa mediatica che accompagna e celebra quest’offensiva su Mosul manco fosse il D-Day, non ci si può non chiedere cosa succederà da queste parti una volta che l’Isis sloggerà. Finirà l’incubo jihadista, tornerà la pace e trionferanno libertà e democrazia? Il mio amico Ahmed ci crede poco.

Pensa invece che a battaglia finita ci sarà l’occupazione militare di questa regione da parte dell’esercito iracheno – a maggioranza sciita – e questo non contribuirà certo alla riconciliazione nazionale, lasciando anzi ampi margini per il proselitismo jihadista fra la popolazione sunnita, che qui è maggioranza.

Per non parlare dei problemi che sorgeranno fra il governo centrale di Baghdad e quello regionale del Kurdistan: la regione di Mosul è sempre stata contesa, fra gli uni e gli altri, e se non si tira fuori dal cilindro una soluzione “federale” si rischia la paralisi. Insomma, è un po’ presto per cantare vittoria. E i selfie, che qui furoreggiano, rischiano di essere di cattivo gusto.  

Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump torna ad attaccare l’Italia: “Non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro”
Esteri / Vance consiglia a Papa Leone di essere "molto cauto quando parla di questioni di teologia"
Esteri / L’Italia ha sospeso il rinnovo del memorandum d’Intesa militare con Israele
Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump torna ad attaccare l’Italia: “Non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro”
Esteri / Vance consiglia a Papa Leone di essere "molto cauto quando parla di questioni di teologia"
Esteri / L’Italia ha sospeso il rinnovo del memorandum d’Intesa militare con Israele
Esteri / Trump contro Meloni, Schlein: "Ferma condanna per attacco alla premier". Renzi: "Scaricata dal suo guru"
Esteri / Trump contro Meloni: “Scioccato dalla premier, pensavo avesse coraggio”. Poi attacca ancora il Papa: “Dovrebbe tacere sulla guerra in Iran, non capisce”
Esteri / Trump nega incredibilmente di essersi paragonato a Gesù: "Ero ritratto come medico"
Esteri / Vance attacca il Papa: "Il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali"
Esteri / Non solo il violento attacco a Papa Leone XIV: Trump si raffigura come Gesù sui social
Esteri / I colloqui falliti, l'annunciato blocco di Hormuz e il Libano in fiamme: la tregua tra Usa e Iran sempre più in bilico
Esteri / Trump attacca Papa Leone: “È un debole ed è pessimo sulla politica estera”. La replica di Prevost: “Non ho paura di lui”