Quando Woody Allen scrisse tre atti teatrali per Jerry Calà e Umberto Smaila

Di TPI
Pubblicato il 4 Feb. 2019 alle 13:53 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:30
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Immagine di copertina
Woody Allen e I Gatti di vicolo Miracoli sulla copertina di Tv Sorris e Canzoni

Umberto Smaila ha rivelato che negli anni Ottanta il regista premio Oscar Woody Allen scrisse tre atti teatrali per il gruppo comico I gatti di vicolo Miracoli, di cui facevano parte lo stesso Smaila, Jerry Calà, Franco Oppini e Nini Salerno.

In un’intervista al quotidiano Libero, Smaila ha raccontato che i quattro incontrarono Allen a New York dopo il loro grande successo con il programma tv ‘Non stop’, in onda sulla Rai.

“Il produttore di Woody Allen, Jack Rollins che già allora aveva centovent’anni credo, ci volle incontrare perché il Corriere della Sera aveva scritto che il nostro primo film, ‘Arrivano i Gatti’, aveva superato ‘Manhattan’, che dopo vinse qualche Oscar”, ricorda l’attore e musicista.

“Conoscemmo Allen al Michael’s Pub di Manhattan, dove suonava il clarino jazz. Era seduto, timido, riservatissimo”, spiega Smaila. Al pub, dice, sedute al tavolo con Allen c’erano la giornalista Oriana Fallaci e l’attrice Isabella Rossellini.

Era “conficcato accanto a Oriana Fallaci, che lo sommergeva con fiumi di parole, e Isabella Rossellini. La Fallaci si sedette al nostro tavolo e ci chiese cose pensassimo della musica di Allen. Fummo gentilissimi”, racconta Smaila. “E chiedemmo a Woody di farsi una foto con noi e col Telegatto che Sorrisi e Canzoni, ci pregò di recapitargli”. Lui rispose: ‘Grazie ma, sapete, io non ho ritirato l’ Oscar, non vorrei che qualcuno si offendesse'”.

“Ma c’ è dell’altro”, continua Smaila. Woody Allen “scrisse per noi. Tre atti teatrali unici”.

“Disse che per il primo atto ci aveva speso una notte intera”, prosegue l’attore del gruppo I Gatti di vicolo Miracoli. “Voleva che usassimo solo il suo nome all’anagrafe, Allan Stewart Königsberg, e chiese che belle donne lo accogliessero all’ aeroporto. Il progetto finì nelle mani del nostro produttore di allora, poi regista, Claudio Bonivento, e sparì. Peccato”.

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